Anni '80: 6 oggetti a cui si ripensa con nostagia
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Anni '80: 6 oggetti a cui si ripensa con nostagia
Lunedì 15 Dicembre 2014
Stefania D'Elia

Ci sono cose che fanno parte della nostra storia, cose che fanno parte di noi ma che ormai sono diventate... come dire... vintage. Cose che abbiamo sognato, voluto, spesso preteso, cose che ci hanno fatto sentire per un attimo parte del futuro e a cui ora pensiamo con un pizzico di nostalgia. Perché ammettiamolo, una volta era tutto un po' più semplice.

1. Il telefono a gettoni. Un tempo se eri fuori casa e avevi bisogno di chiamare un amico, andavi al telefono a gettoni e chiamavi a casa sua. Niente squilli, niente messaggi. Si cercava una cabina, si aspettava si liberasse e pregavi di avere una moneta. Altrimenti niente.

2. Il Commodor 64. L'antenato di Wii, Nintendo e Tablet, quello che una partita te la dovevi guadagnare e nel tempo in cui caricava potevi finire "Guerra e Pace" e scriverci un tema.

Ai tempi avevamo maturato un'invidiabile pazienza zen (amplificata dal dover aspettare gli amici del punto 1, dispersi chissà dove e irrintracciabili), che poi è andata perduta a seguito della venuta di "internet superveloce"

3. Il Walkman. Lo spacciavano per uno stereo portatile, ma in realtà aveva il peso di un cubo di piombo di 7 centimetri cubi. Ad un Natale di troppi anni fa me ne avevano regalato uno che permetteva di memorizzare 5 (cinque!!) stazioni radio. Mi sentivo troppo avanti (anche se poi alla fine ascoltavo solo Radio DJ che le altre erano fuffa).

4. Il tasto REC sullo stereo. Prima di internet e prima di spotify, se volevi avere e riascoltare una canzone che ti piaceva dovevi passare ore in attesa davanti allo stereo con un dito pronto sul tasto REC. Erano momenti di tensione palpabile. Non osavi andare in bagno per il timore di perdere l'inizio della canzone. Altro che suoni puliti: la voce del DJ sulla canzone che sfumava era la norma.

5. Le videocassette prese al distributore per il film del sabato sera. La gioia di trovare disponibile un titolo che si desiderava vedere da tempo. La rabbia nell'accorgersi che la cassetta non era stata riavvolta dal precedente noleggiatore e la straziante attesa prima di potersi finalmente guardare il film tanto sognato.

6. La macchina fotografica con il rullino. Altro che "questa è venuta male la rifacciamo". Si scopriva solo a fine vacanza che nella foto con "l'amore della tua vita" avevi gli occhi semichiusi e un'espressione da triglia.

Il rullino da 12 foto non bastava mai e le foto venivano abilmente centellinate. Quello da 36 regalava sempre 1-2 scatti in più. L'emozione di ritirare le foto dal fotografo e l'emozione di rivedere solo a distanza di tempo gli scatti di un'indimenticabile avventura.




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