Accumulare oggetti e liberarsi col decluttering!
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Decluttering: liberarsi degli oggetti accumulati!
Martedì 13 Agosto 2013
Luana Troncanetti

Conservare per anni vestiti, scarpe e oggetti semplicemente perché “possono sempre tornare utili” produce un ammasso di cose inutilizzate ma non, attenzione alla sfumatura, inutilizzabili. Gli oggetti ci ricordano situazioni, storie, attimi della nostra vita ed è sicuramente questo il motivo che spinge la stragrande maggioranza delle persone a non disfarsene mai.

Se il fenomeno è circoscritto a un accumulo in qualche modo gestibile è sufficiente un po’ di organizzazione e forza d’animo per fare una cernita di ciò che è davvero utile da ciò che non lo è.

Il difficile viene quando l’accumulo non è più sostenibile e l’attaccamento diventa morboso. Forse a qualcuno di voi è capitato di buttare un occhio a una trasmissione di Real Time, “Sepolti in casa”. A me è successo e francamente mi ha dato i brividi. La disposofobia (accumulo compulsivo) è una patologia che porta il soggetto ad accumulare di tutto, indistintamente: giornali, cibo scaduto, vecchi depliant, carabattole di ogni genere e naturalmente scarpe, vestiti, soprammobili, libri, DVD, vecchie videocassette, elettrodomestici, pentole… L’elenco è infinito, l’unico comune denominatore è che questa baraonda di oggetti non ha alcuna reale utilità. E’ semplicemente un ammasso di materiale stratificato senza un ordine logico, quello che in inglese viene definito come clutter.

Chiaramente quello che vi ho appena esposto è un caso limite, una patologia serissima che provoca impedimenti allo svolgimento di attività di primaria importanza quali muoversi agevolmente nella propria casa, fare le pulizie oppure lavarsi. Esistono però frangenti che, nelle dovute e sacrosante proporzioni, causano disordine e ingombro superfluo anche in chi non è per nulla affetto da disposofobia, ma è semplicemente poco organizzato o magari non ha dimestichezza con la gestione degli acquisti e dei rifiuti.

Acquistare in modo consapevole non è semplicissimo, ma neppure inattuabile. Basti pensare che il soltanto una minima parte di ciò che possediamo viene poi effettivamente utilizzata. Il “merito” è magari di acquisti incauti durante il periodo dei saldi, occasione in cui anche le menti più brillanti vengono offuscate dall’allettante prospettiva di acquistare scarpe in purissima nappa al 70% di sconto. Peccato che siano verde mela, il che non gioca esattamente a favore dei facili abbinamenti.

disordine

Anche la camicetta fucsia a paperelle arancioni potrebbe non essere semplicissima da abbinare, così come la micro borsetta in raso, se la nostra divisa d’ordinanza va raramente al di là di pantaloni sportivi e sneakers. Insomma: acquistare in modo consapevole costituisce l’uovo di Colombo per chiunque si ritrovi a dover puntellare le ante degli armadi con massicce pertiche di tek per evitare che il contenuto invada ogni angolo della casa. Se ci si trova a corto di pertiche di tek, l’unica soluzione è praticare il decluttering (cioè sbarazzarsi del superfluo). Aiuta a sgombrare la mente, oltre che gli spazi in casa.

Tutto ciò che è davvero inservibile, rotto e inutilizzabile troverà giusta sepoltura nella discarica. Quello che invece è ancora in ottimo stato può essere regalato oppure venduto nei mercati dell’usato. Oltre a essere un sistema per produrre qualche introito extra, è anche un atto ecologico: gettare via oggetti ancora utili non è una buona mossa a favore dell’ambiente. Osservazione scontata? Sì, non discuto, ma ribadirla di tanto in tanto male non fa.


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