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Sostenibilità e usato: sono sempre più popolari in Italia
Giovedì 10 Ottobre 2019

Nel 2019 la sostenibilità è popolare e interessa o appassiona 34 milioni di italiani, il 67 per cento della popolazione. È quanto emerge dal quinto Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile, l’indagine annuale sull’atteggiamento degli italiani nei confronti della sostenibilità, effettuata da LifeGate. Secondo lo studio, un italiano su tre sente di avere piena conoscenza del termine “sostenibilità”. Nove su dieci dichiarano di fare la raccolta differenziata e il 97% dei cittadini ritiene fondamentale ridurre l’utilizzo di plastica. Sono solo alcuni dei dati emersi, ma che rendono ben chiara una grande consapevolezza: sempre più persone sono attente ai propri consumi e all’impatto ambientale. Anche tu? Ecco alcuni piccoli gesti che puoi mettere in pratica subito per aiutare il pianeta.

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Piccoli grandi gesti per una vita più sostenibile



Anche l’Osservatorio sull’usato parla di sostenibilità

Secondo l’Osservatorio 2018 Second Hand Economy realizzato da BVA DOXA, il valore generato dalla compravendita dell’usato in Italia è pari a 23 miliardi di euro con una incidenza sul Pil pari all’1,3%. Lo studio però rivela anche altri dati significativi che confermano quanto la sostenibilità sia un tema sempre più importante per gli italiani e che l’usato gioca un ruolo fondamentale a riguardo.

Rispetto al 2017, cresce sempre di più l’importanza dell’aspetto valoriale nella decisione di fare second hand, a conferma ancora una volta che i consumatori vogliono fare scelte consapevoli, contribuendo a una crescita sostenibile che porti vantaggi non solo a livello personale, ma anche a livello ambientale ed etico. Comprare e vendere usato si conferma infatti al quarto posto tra i comportamenti sostenibili più diffusi degli italiani (50%), subito dopo la raccolta differenziata (95%), l’acquisto di lampadine a LED (78%) e di prodotti a km zero (55%).

Se tra chi acquista da un lato scende quindi la percentuale di chi fa second hand per risparmiare (60% vs 70% del 2017), che rimane tuttavia rilevante, dall’altro lato cresce la scelta dettata dalla volontà di contribuire all’abbattimento degli sprechi e al benessere ambientale attraverso il riutilizzo (43%). Una tendenza che avvalora la tesi dell’economia dell’usato come parte dell’economia circolare, grazie alla quale gli oggetti che hanno vissuto una prima vita, ne possono vivere una seconda… ma anche una terza e una quarta.


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