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Economia circolare: il futuro è nel riuso
Lunedì 14 Agosto 2017
Giulia Giarola

Conosci la definizione di economia circolare? Nel 2014 la Commissione delle’Unione Europea ha approvato una serie di misure volte a facilitare il passaggio ad un’economia in cui gli oggetti vengono reimmessi nel circuito economico e riutilizzati.

Ancora oggi molti di noi vivono nella cosiddetta economia lineare in cui il ciclo di vita di un prodotto termina dopo il primo utilizzo, diventando non più utile, inutilizzato, a volte un rifiuto. Questo alimenta una catena produttiva malsana, che parte dall’estrazione delle materie prime, passando per la produzione e il consumo, arrivando allo smaltimento.

Un'economia emergente che valorizza le risorse

Economia circolare invece è “un’economia pensata per potersi rigenerare da sola. In un’economia circolare i flussi di materiali sono di due tipi: quelli biologici, in grado di essere reintegrati nella biosfera, e quelli tecnici, destinati ad essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera” (Elle McArthur Foundation). In pratica ciò che non è più utile per qualcuno può essere una risorsa per qualcun altro.

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Janez Potocnik, commissario per l’Ambiente, presentando gli obiettivi UE sul riciclaggio, ha spiegato: “Nel Ventunesimo secolo, caratterizzato da economie emergenti, milioni di consumatori appartenenti alla nuova classe media e mercati interconnessi utilizzano ancora sistemi economici lineari ereditati dal Diciannovesimo secolo. Se vogliamo essere competitivi dobbiamo trarre il massimo dalle nostre risorse, reimmettendole nel ciclo produttivo

Il circolo virtuoso dell’economia circolare

Quali sono i cambiamenti utili per attivare e sostenere un’economia circolare? Prima di tutto è necessario un cambiamento di mentalità. È fondamentale che l’atteggiamento verso l’ambiente e il nostro impatto sul pianeta cambi radicalmente, partendo da un uso più esteso e consapevole di fonti di energia rinnovabili.

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Ingegneria, innovazione dei prodotti, design efficienti, uso di materiali riciclabili e oggetti riutilizzabili, ottimizzazione delle operazioni di smaltimento e riciclo, prezzi accessibili per tutti i consumatori (che non è poca cosa) sono i passi successivi.

L’obsolescenza non deve più essere la base dell’economia e dell’industria, portando in questo modo anche ad un cambiamento culturale di non poco conto. Facile vero? Che poi il prodotto non deve solamente durare a lungo in modo che diversi consumatori possano utilizzarlo, venderlo e riutilizzarlo, deve anche essere abbastanza conveniente da essere preferibile ad un prodotto ‘lineare’.

Le conseguenze di un tale cambiamento? Prolungamento dell’uso dei prodotti, maggiore efficienza, maggiore competitività, minore impatto ambientale e più lavoro! L’Unione Europea infatti ha stimato un potenziale di quasi 600 mila nuovi posti di lavoro. E non solo tra i professionisti del riuso.

Il modello economico attuale non può funzionare ancora a lungo, soprattutto perché è dannoso per la nostra salute e per l'ambiente in cui viviamo. Il cambiamento è necessario e urgente. Tornare ad apprezzare gli oggetti, ad utilizzarli fino in fondo, a non vivere più di usa e getta, è un passo grande e importante, ma che va fatto. A Mercatopoli vogliamo dimostrare che si può fare, che oltre ad essere conveniente, è pure una mossa intelligente e cool.