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Social network, policy e gruppi. Come regolarsi?
Venerdì 17 Aprile 2015
Polly Merc

Ieri mi è capitata una cosa strana, ma partiamo dall'inzio. Su un social network avevo accettato l'amicizia di una persona che non conoscevo, incuriosita dal fatto che facesse più o meno il mio stesso lavoro e ripromettendomi di dare un occhio in un secondo momento ai suoi post per vedere che genere di persona era.

  1. Non sono una persona particolarmente selettiva, non ho una cerchia di amici ristretta, non faccio compilare una dichiarazione di intenti a chiunque mi chieda l'amicizia. Un po' vado a pelle, un po' mi baso sul buon senso.
    Accetto: 
    Amici e conoscenti (debitamente suddivisi, non ho grossi segreti ma ci sono cose che preferisco che sappiano solo chi sento davvero vicino)
  2. Persone con cui lavoro e collaboro
  3.  Persone che stimo pur non avendoci mai scambiato più di qualche parola (sono un'orsa trentina, mi capita di non sapere cosa dire)

Solitamente elimino 

  1.  Persone con cui non ho niente a che spartire, un minimo di interazione ci vuole se manca cancello. Credo che lo facciano anche gli altri con me, il fatto che non me ne sia mai accorta significa che avevano tutte le motivazioni per rimuovermi dalle conoscenze.
  2. Persone che hanno un modo di pensare diametralmente opposto al mio (vedi razzisti, omofobi, persone talmente piene di se che "io ho ragione gli altri sbagliano"
  3. Persone estremamente negative, chi posta cattive notizie e disgrazie come non ci fosse un domani mi rovina la giornata. Lo so che le cose brutte ci sono e non è che voglio nascondere la testa nella sabbia e nascondermi, solo che c'è modo e modo per diffonderle.
  4. Persone la cui identità risulta un mistero (una foto! Ho bisongno di sapere che faccia hanno le persone con cui dialogo!)

Questa selezione ha fatto si che la mia bacheca sia un posto piuttosto ameno. Si ride un sacco, ci sono solo belle notizie e nessuno si sente di troppo. Troppo frivola? Magari si, ma è come un allegro salottino in cui fermarsi a fare 2 chiacchiere.

Poi ci sono i gruppi, nei gruppi ci sono regole, condivisibili o no che ne determinano il genere, gli argomenti e la policy, ci sono gruppi in cui si fa un salto veloce, gruppi che si frequentano solo alla ricerca di informazioni e altri gruppi dove si sta semplicemente perché chi ci trovi ti fa stare bene. Ci sono gruppi lasciati allo stato selvaggio, in cui si litiga per qualsiasi cosa, e gruppi con regole piuttosto rigide, condivisibili o no appunto, ma ben chiare, se ti piacciono partecipi, se non ti piacciono, volti via e amici come prima.

Dicevo che ieri mi è successa una cosa strana, scorrendo per caso un post pubblicato da questa persona che non conoscevo e che avevo messo in stand by, ho letto che era stata eliminata da un gruppo perché non ha seguito (in diverse occasioni) le regole.

Ho letto con attenzione i toni e non mi è servito altro: l'ho cancellata. A volte per capire una persona ci vuole un po' a volte basta leggere 2 commenti per capire che qualcuno non ti piace, a me è successo questo.

Ma questo mi ha fatto riflettere perché tutto quello che passa per i social è il mio biglietto da visita, non so chi potrebbe leggere, e non so soprattutto chi lo legge come lo potrebbe interpretare.

Le 2 facce dei social network: da una parte la possibilità di dire quello che si vuole, dall'altra il dubbio di come chi legge potrebbe interpretare le tue parole.

Ma una cosa è sicura: se si hanno le scatole girate, fare nomi non è mai una bella idea.







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