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Facebook compie 10 anni e supera il miliardo di iscritti
Lunedì 03 Febbraio 2014
Stefania D'Elia

Sono passati 10 anni da quando un giovanissimo nerd di nome Mark Zuckerberg ha creato Facebook, ispirato dall’annuario scolastico e motivato da una delusione amorosa. Intuizione o solo una fortuna spacciata? Difficile dirlo con certezza, probabilmente un po’ entrambe le cose, fatto è che da quel giorno gli iscritti al social network più famoso del mondo sono aumenti costantemente fino a raggiugere la cifra record di un miliardo.

Ma da dove nascono i social?

In principio ci fu una mail. La prima, scambiata tra 2 computer nel lontano 1971.

Poi tocca a BBS (Bulletin Board System) del 1978, una bacheca virtuale in cui poter postare annunci importanti che fu utilizzata in un secondo momento per scambiare e condividere informazioni tra gli utenti. Innovativa certo. Ma presentava un grosso limite: poteva accedervi una sola persona per volta.

Tutto tace fino al 1994, anno in cui nasce il primo sito studiato sulla base dei moderni social network Geocities che, grazie alla rete internet permette di gestire pagine accessibili a tutti.

Ma il primo vero antenato degli attuali Social Network fu Six Degrees nato nel 1997. Qui era possibile creare un proprio profilo con il quale stringere amicizia con altre persone.

Il boom si ebbe nel 2002 quando venne realizzato Friendster: un successo incredibile 3 milioni di utenti in soli 6 mesi. Purtroppo per lui nel 2003, su soppiantato da MySpace, che, con la possibilità di personalizzare il proprio profilo segnò una vera e propria svolta.

Quindi “Zuck” non ha inventato nulla di nuovo: ha solo rielaborato idee preesistenti, ma allora da dove nasce tutto il suo successo? Ai posteri l'ardua sentenza...

Per quel che mi riguarda mi sono affacciata nel mondo social tramite le “chat di Katamail”. E chi se le scorda? Ricordo queste stanze “dedicate” a vari argomenti in cui si entrava per scambiare 4 chiacchiere con qualcuno (senza nome e senza identità) che non si conosceva.

Ricordo questi ragazzi che alla seconda domanda (la prima era “vuoi chattare con me”) esordivano con un poco mimetico “come sei?Il mio aspetto variava a seconda dell’umore: o ero una modella alta 2 metri scheletrica, con un principio di bulimia e una serie di complessi irrisolti con la mia famiglia, oppure ero una sociopatica che ha fatica arrivava al metro con occhiali spessi come fondi i bottiglia e i peli che mi uscivano dal naso.

Era in quel periodo che avevo deciso che internet non faceva proprio per me. Raccontare i miei fatti a dei perfetti sconosciuti? Io? Mai!

Poi ci furono i “forum” ambienti moderati, decisamente più protetti, dove scambiarsi idee e riflessioni sui vari argomenti di interesse. Ho amicizie nate casualmente dentro un forum che poi sono arrivate anche nella vita reale.

Quanche tempo dopo Messanger è entrato nelle nostre case, e qui la svolta: poter chiacchierare con chi si voleva e, incredibile, anche con più persone contemporaneamente! Per quel che mi riguardava si era raggiunta l’apoteosi: cosa si poteva richiedere di più ad internet?

I primi veri social non mi attiravano per nulla, avevo provato ad iscrivermi a My Space, abbandonato credo, un paio di minuti dopo la mia registrazione.

Poi è arrivato Facebook e il mondo è cambiato. Nato 10 anni fa, oggi Facebook conta oltre il miliardo di iscritti, la domanda “ti trovo su Facebook” è tanto caratteristica del nostro tempo che molti imprenditori hanno inserito il proprio account tra i recapiti del proprio biglietto da visita. Si perchè pare che se non sei connesso non sei nessuno.

Facebook, ha aperto la strada al mondo social: Twitter, Pinterest, Linckedin, Instagramm sono solo i più famosi, ogni giorno ne nascono di nuovi e rimane aggiornati sul mondo social è un vero e proprio lavoro.

Si perché il mondo virtuale, come il mondo reale, ha le sue regole da seguire e bisogna stare al passo con i tempi. Il mondo off line e il mondo on line sono ormai intrecciati in modo indissolubile tanto che non solo i privati, ma anche le aziende hanno riscoperto l’importanza di essere costantemente rintracciabili.

Il rovescio di questa medaglia è che il mondo “virtuale” sta soppiantando il mondo reale. Virtualmente siamo amici di tutti, mentre nella realtà non abbiamo nemmeno idea di che faccia abbia il nostro vicino di casa (anche se forse sappiamo che domenica è andato al ristorante xxx e si è trovato bene anche se il bagno era un pochino sporco).




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