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Oleolito di iperico: autoproduzione
Sabato 12 Luglio 2014
Annalisa Aloisi

In questi giorni siamo andati a raccogliere un’erba meravigliosa. Non tanto per il suo aspetto comune e non troppo affascinante, ma per le sue molteplici proprietà: l’iperico.

L’iperico, o erba di san Giovanni, cresce su superfici erbose o boschi radi. I suoi fiori di un giallo brillante compaiono in giugno, quando le giornate sono lunghe. Per questo forse, per il suo legame con il momento in cui il sole, il giorno, la luce sono al loro massimo, è considerata il più potente antidepressivo che la natura ha messo a nostra disposizione.

Non per nulla nella tradizione si raccoglie tra il 21 giugno, solstizio d’estate, e il 24 giugno (il giorno di san Giovanni appunto), quando è in piena fioritura, in periodo di Luna piena e non di mattina, facendolo seccare di notte al sereno e di giorno all' ombra. Le sommità fiorite, i fiori, le radici e le foglie, le cui vescichette contengono olio volatile, si possono raccogliere ad ogni modo da maggio, giugno ad agosto, ma la tradizione ha il suo misterioso fascino.

Ma c’è qualcosa di vero? Senza dubbio. Tra le sostanze attive presenti nell’iperico troviamo l’olio essenziale, tannini, flavonoidi, ipericina. L’ipericina in particolare è stata oggetto di numerosi studi clinici in tutto il mondo che hanno valutato il potenziale terapeutico del composto naturale nella cura della depressione moderata o lieve, confrontandolo con un placebo. L'efficacia dell'iperico risultava evidente. Sarà per questo che i crociati la usavano per combattere la tristezza nei lunghi anni di campagne e conquiste, l’iperico è detta infatti anche erba scacciadiavoli, un nome decisamente evocativo.

L'ipercina inoltre, migliora la respirazione cellulare, uno dei processi metabolici fondamentali, dove questa è disturbata come nel caso delle cellule cancerogene e la salute è in grave pericolo.

Insomma l’erba dei miracoli a quanto pare. Ma se ne troviamo nelle nostre passeggiate come possiamo utilizzarlo? Sostanzialmente in due modi.

Per uso interno l’infuso viene preparato con l’erba essiccata all’aria o in sacchetti di carta, circa 30 o 40 grammi in infusione in un litro di acqua bollente per 15 minuti. È utile come tranquillante negli stati depressivi ma ha effetti benefici anche nella malattie renali, disturbi di stomaco e di intestino, cistite e catarro.

Come digestivo possiamo utilizzarla in un liquore ottenuto lasciando in infusione per 15 giorni al sole 40 grammi di sommità fiorite o 30 grammi di fiori secchi e 1 limone tagliato a pezzetti in 1 litro di acquavite. Passate due settimane filtriamo il tutto e aggiungiamo 100 grammi di zucchero.

L’uso esterno invece è sicuramente il più conosciuto e diffuso. Noi stiamo producendo il nostro personale oleolito di iperico, un rimedio fantastico per le scottature. Non solo. Essendo un potente antisettico, decongestionante e antidolorifico è molto utile anche per piaghe, ulcere, eritemi, infiammazioni, verruche. E’ una valida alternativa all’olio di mandorle consigliato per la crosta lattea dei nostri bimbi. È anche un rilassante muscolare o in caso di sciatica, artrite, lussazioni, slogature,…

Come si prepara l’oleolito di iperico? È davvero molto semplice. Dopo aver lavato con cura il nostro raccolto abbiamo tolto le sommità fiorite (che lavoro!). Abbiamo messo a macerare in 100 grammi di olio d’oliva o di semi (sarebbe meglio bio) 30 grammi di sommità fiorite di iperico. Abbiamo lasciato ‘maturare’ al sole per 15 giorni scuotendo ogni tanto per mescolare il tutto. Dopo qualche giorno l’olio ha assunto la sua tipica sfumatura di rosso, appunto, d’iperico. Dopo 15 giorni abbiamo filtrato il composto prima con un colino a maglie strette e successivamente con una garza. L’olio di iperico è pronto!




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