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Capodanno nel Mondo
Lunedì 30 Dicembre 2013
Francesca Tantalo

In Italia la notte fra il 31 dicembre e il 1° gennaio è stata designata come il termine dell’anno vecchio e l’inizio dell’anno nuovo dal calendario gregoriano. Al termine dei dodici mesi si cambia data, e con una festa si saluta l’anno vecchio che se ne va e si accoglie con fragore l’anno nuovo che sta nascendo, compiendo una serie di riti propiziatori che accompagnano questo passaggio cercando di portare fortuna e prosperità nella nostra vita.

Luci, feste, balli, danze, baci sotto il vischio, scoppio di petardi, sono tutte manifestazioni di gioia, allegria e rumore, tutte attività che dovrebbero servire a scacciare le forze maligne e ad attrarre le energie positive. Perfino alcuni cibi sono ritenuti di buon auspicio e lenticchie e cotechino vengono imbanditi quasi “obbligatoriamente” ad ogni capodanno.

Ma è così per ogni Paese?

In Europa troviamo tradizioni molto simili alle nostre, mentre in giro per il mondo si trovano tantissime altre usanze, piuttosto singolari.

In Spagna pare che sia di buon augurio inghiottire 12 acini d’uva, uno ad ogni rintocco della campana di mezzanotte della Porta del Sol di Madrid. Pare che porti molta fortuna a chi riesce a mangiare i chicchi d’uva a tempo, tanto che i rintocchi della campana sono trasmessi in diretta tv per tutto il Paese. E’ a questo punto che esplodono le feste e l’allegria che si spegneranno solo con le prime luci dell’alba.

In Scozia la tradizione vuole che si lasci la porta semiaperta per accogliere i vicini che vengono a portare auguri e piccoli doni (del pane, un pezzetto di carbone, una monetina, una bottiglia di wiskey). Pare che sia di buon auspicio che il primo ospite (First Footer) sia una persona alta e scura di capelli; questo particolare probabilmente risale alle invasioni vichinghe (i vichinghi pare che fossero biondi e di bassa statura). Ma vi sono anche altri ospiti sgraditi (una donna, un prete, il medico, il becchino e persone mutilate o con qualche imperfezione) e per evitare di non accoglierli il padrone di casa dovrà effettuare una serie di gesti scaramantici prima di farli entrare in casa per non permettere che la loro visita porti sfortuna.

In Francia si festeggia San Silvestro con sontuosi cenoni insieme a tutta la famiglia, ci si scambiano baci sotto il vischio e si sta a tavola per gran parte della notte. La festa danzante è sospesa momentaneamente durante i dodici rintocchi alla fine dei quali si pronuncia la frase d’augurio” “Buon anno!”, si brinda e si riprende la festa subito dopo.

A Londra i fuochi d’artificio cominciano al primo rintocco di mezzanotte del Big Ben e terminano 15 minuti dopo e il loro splendore è visibile da tutta la città. Il primo dell’anno è caratterizzato da una grandiosa sfilata che si snoda lungo le strade del West End e comprende oltre 10.000 artisti. Ma è tradizione anche saltare un cerchio composto da 13 candele senza spegnerne nemmeno una, mangiare una mela infilata ad un bastoncino sospeso ad un filo senza spegnere la candela che si trova dall’altra parte e pescare con le dita della frutta secca che galleggia in un bicchiere pieno di liquore in fiamme, si mangia un Christmas Pudding in cui sono state nascoste delle monete d’argento: chi trova la moneta avrà fortuna e denaro.

In Danimarca si saluta il nuovo anno con 7 inchini, rovesciando a terra il contenuto delle tasche e recitando un’antica litania: “Annuncio la fine dell’anno vecchio, annuncio l’inizio del nuovo anno, annuncio l’usura del falso, annuncio l’ingresso del vero”.

Il 31 dicembre in Svezia si lanciano pupazzi di paglia di forma umana o animale verso le case di amici e parenti in segno di augurio, mentre allo scoccare della mezzanotte si esce per strada a salutare amici e vicini brindando con una tradizionale bevanda chiamata “snaps” (acquavite di patate).

Il primo gennaio molti olandesi salutano il nuovo anno tuffandosi con disinvoltura nell'acqua gelida del Mare del Nord.

In Germania ci si traveste con maschere, parrucche e travestimenti, si mangia frutta secca e si brinda con lo spumante. Anche qui la frutta secca rappresenta fortuna e abbondanza.

In Grecia il Santo da festeggiare è Hagios Vassilos (San Basilio) che, poi, non è altri che Babbo Natale. I bambini si recano nelle case del vicinato a cantare canzoni con una melagrana in mano. Il 31 dicembre di prepara la Vassilopitta, la torta di San Basilio, (una ciambella di uova, burro e zucchero) all’interno della quale è stata nascosta una moneta. La prima fetta viene destinata a Cristo, la seconda alla Madonna, la terza a San Basilio, le successive sono per la casa, il padrone di casa e poi gli altri membri della famiglia. Chi trova la moneta sarà fortunato. Altra tradizione tipica delle isole greche riguarda il primo visitatore dell’anno, che dovrà entrare in casa seguendo un rituale ben preciso: dovrà fare due passi in avanti (il primo con il piede destro) e due passi indietro, per far entrare la fortuna e scacciare la sfortuna. Questo gesto è ripetuto tre volte e la terza volta scaglierà in terra un melograno: più semi si spargeranno in terra maggiore sarà la fortuna.

In Romania ci si scambia il saluto augurale “plugusorul”, mentre i giovani trasportano un aratro per simboleggiare un rito di fertilità ed abbondanza, augurando un prospero raccolto per il nuovo anno. E’ tradizione spegnere le luci prima della mezzanotte, a simboleggiare l’oscurità e il caos, e riaccenderle a mezzanotte passata, per salutare la luce che torna a splendere nel nuovo anno.

In alcuni Paesi i rituali sono molto affascinanti e ricchi di significato.

In Bolivia, ad Achocalla (vicino a La Paz) l’inizio dell’anno nuovo viene salutato con una caratteristica festa dove i tarqueadas danzano con del pane sulla testa e collane di pere al collo.

In Giappone la notte del 31 dicembre si cena assieme a tutta la famiglia guardando in tv il meglio o il peggio di quello che è successo durante l’anno che sta per chiudersi; al termine si va al tempio, buddista o shintoista, ed alcuni indossano il kimono. I templi rimangono chiusi fino alla mezzanotte, quando risuona la campana, quindi tutti i presenti in coda arrivano davanti all’altare, battono le mani due volte per richiamare gli dei, recitano una breve preghiera e fanno un’offerta. La campana suona 108 volte perché tanti sono i desideri e i peccati che l’uomo si porta dentro e devono essere cacciati fuori.

In Brasile chiunque si trovi in spiaggia allo scoccare della mezzanotte deve saltare una dietro l’altra sette onde sul bagnasciuga per rendere omaggio a Yemanjà, la divinità che protegge i mari e i bambini. Secondo la tradizione, inoltre, per guadagnarsi la fortuna nell’anno che verrà non si possono voltare le spalle dopo aver reso omaggio alla dea del mare. E’ tradizione vestirsi di bianco, colore che simboleggia l’armonia e la pace. Alcuni scelgono invece di indossare il colore simbolo di quello che desiderano per l’anno successivo: il rosso per la forza e la passione, il giallo per i soldi e la prosperità, l’arancio per il successo, il blu per la tranquillità, il verde per speranza, salute ed equilibrio. A chi desideri avere molti soldi, nell’anno nuovo, vengono fatti tenere in bocca sette semi di melograno durante il conto alla rovescia prima della mezzanotte per poi avvolgerli in un foglio di carta insieme ai soldi nel portafoglio. Altra usanza è quella di stare seduti su una panchetta durante i dodici rintocchi per poi mettere giù il piede destro subito dopo.

Ci sono Paesi però dove il capodanno si festeggia per più di un giorno.

In Russia il calendario ortodosso pone il capodanno il 14 gennaio, la tradizione di festeggiare il capodanno il 31 dicembre è stata introdotta dallo zar Pietro il grande il quale voleva una grande festa a San Pietroburgo (allora capitale della Russia). Era un obbligo comune partecipare ai festeggiamenti, che si svolgevano in piazza, vicino alla fortezza dei santi Pietro e Paolo; lo zar in persona ne prendeva parte e chi non osava presentarsi doveva essere visitato da un medico, in quanto l’unico motivo di assenza doveva essere una malattia. I falsi malati avrebbero subito la punizione di bere in pubblico un grande calice di vodka. Qualcuno però festeggia ancora il capodanno ortodosso, pertanto si festeggia per ben due volte. Il capodanno russo è una grande festa ricca di cibi tradizionali, speziati e ricchi di frutta secca; alcuni mettono un dolce tipico detto kutia (riso bollito nel latte e miele con semi di papavero) sul davanzale della finestra per i parenti defunti.

Secondo una favola russa, poi, il primo dell’anno Nonno Gelo, uscito dal bosco di betulle, porta regali ai più piccini.

Anche in Madagascar si festeggia il capodanno due volte. Il popolo malgascio infatti ama festeggiare il Capodanno con il resto del mondo a partire dalla mezzanotte del 31 dicembre fino al 1 gennaio. E’ l’occasione per le visite ai familiari, mangiare fuori e festeggiare in strada, approfittando dell’estate australe. Ma il vero capodanno è l’Alahamadi Be, un capodanno tradizionale che si svolge in marzo e dura per due giorni: la data segue il calendario lunare, ma in realtà i festeggiamenti sono per festeggiare il raccolto del riso. Le strade sono addobbate a festa, le case sono decorate con luci, gli amici e le famiglie si incontrano per festeggiare e mangiare insieme, ovunque persone e confusione, il tutto in una coinvolgente cornice di musica e danze tradizionali.

In India il Capodanno è una festa grandiosa che dura 5 giorni e si svolge nel mese di ottobre o novembre: il Diwali o capodanno indiano, che rappresenta una vittoria del bene sul male, si svolge alle quattro del mattino, ora in cui gli hindu si lavano, si cospargono il corpo con olio profumato al gelsomino e indossano vestiti nuovi. Caratteristici di questa importante festività sono i diya, le candele e le lampade tradizionali che vengono accese per celebrare la divina unione fra Lakshmi (dea della fortuna) e Vishnu. Il fascino di questa festività le ha portato il soprannome di festa delle luci, in quanto ogni luce ha il compito di aiutare la dea e rischiararle il cammino.

Ma la palma d’oro del capodanno più grandioso e duraturo è quello cinese, che si festeggia in Cina, Malesia, Singapore, Filippine e Taiwan e dura ben 15 giorni. Questo evento si protrae per due settimane, la festa però, inizia la sera della vigilia in cui si mangia insieme in famiglia in un banchetto e si conclude la sera del quindicesimo giorno con la festa delle lanterne. In questo periodo si tende a stare in famiglia, visitando amici e parenti. Il rosso è il colore che si cerca di usare il più possibile perché considerato colore propiziatorio e tradizionale e si usa moltissimo per adornare le case e le strade. Nonostante però i rituali possano un po’ variare da regione a regione, i quindici giorni sono scanditi da osservanze ben precise: la pulizia della casa, l’accoglienza dei parenti e dei vicini di casa, la Danza del leone, il culto degli antenati, le preghiere e la Festa delle Lanterne che chiude il capodanno.

Personalmente, potendo scegliere, vorrei provare a festeggiare il capodanno in Australia, davanti ad un barbecue di pesce in spiaggia con una birra ghiacciata in una mano mentre osservo una partita di cricket in compagnia di amici, però mi può anche andar bene la classica cena con i parenti davanti al caminetto acceso a bere spumante e schiacciare le noci giocando a tombola. Finora mi ha portato molta fortuna.

In ogni caso, ovunque voi siate, buon anno nuovo.




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