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Penne stilografiche: una storia d'amore per la scrittura
Giovedì 18 Luglio 2019

Scrivere a mano è una tecnica che impariamo a scuola, ma che in età adulta diminuisce sempre di più, complice la tecnologia che facilita molto la comunicazione. Eppure la scrittura tradizionale è importantissima per l’evoluzione dei bambini: insegna la manualità, a dominare lo strumento di scrittura ma anche lo spazio del foglio. Addirittura, oggi, in alcune scuole le maestre ripropongono agli alunni l’uso della penna stilografica per riscoprire la bellezza di scrivere facendo scivolare il pennino sulla carta. La usavi anche tu alle elementari? Osservavi tuo padre o il nonno mentre scriveva a mano le sue lettere e ne sei sempre rimasto affascinato? Continua a leggere, questo articolo è per te.

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Origini e storia della penna più bella di sempre

La penna stilografica è una penna utilizzata per la scrittura, composta da una cannetta piena d'inchiostro e da un pennino. L'inchiostro liquido confluisce al pennino attraverso un sistema di distribuzione che combina gravità e capillarità. L'inchiostro può essere fornito o da cartucce o da un contagocce oppure da una varietà di meccanismi per rifornire l'inchiostro nel serbatoio. Ad esempio, alcune penne hanno una pompetta di gomma collegata al serbatoio dell'inchiostro per risucchiare l'inchiostro da una boccetta. La maggior parte delle penne stilografiche di nuova produzione usano o delle cartucce usa e getta oppure un serbatoio rimovibile con un meccanismo a vite o a pistone per la fornitura dell'inchiostro.

Quando è nata la penna stilografica? Le prime notizie storiche di una penna a serbatoio risalgono al X secolo. Nel 953 l'Imam fatimide d'Egitto, al-Mu'izz li-Din Allah, chiese una penna che non macchiasse le mani e i vestiti e fu provvisto di una penna con un serbatoio di inchiostro collegato al pennino. Esistono anche dei disegni di Leonardo da Vinci che descrivono una penna stilografica provvista di serbatoio, ricostruita di recente proprio sulla base di quei bozzetti. La storia moderna di questo strumento, invece, inizia nel 1780 quando venne sviluppato un prototipo in bronzo e corno. Si passò poi al 1809, quando venne brevettato un prototipo di quello che in futuro si sarebbe evoluto nella penna a sfera.

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Le parole di chi ha riscoperto la stilografica

scrivere-a-mano-stilografica“Ho scritto con la stilo fin da piccola, dalle elementari fino ai primi anni delle superiori, per poi passare alle penne a sfera. Fino a un anno fa la stilo era finita nel dimenticatoio, non so spiegarmi come mai dopo vent'anni abbia sentito il bisogno di riavvicinarmi a questo strumento di scrittura. Probabilmente all'inizio una componente nostalgica ha avuto la sua importanza nel dare il “la”, ma una volta appoggiato il pennino sulla carta direi che la motivazione è stata quasi fisica. Il piacere di sentire i pensieri scivolare morbidamente sul foglio... Inoltre la stilo per me rappresenta un oggetto con un suo fascino estetico e intrinseco, come negli orologi si possono apprezzare la bellezza, la tecnica, la storia e le conoscenze che racchiudono. Ora la stilografica è per me diventata anche uno stimolo per ricominciare a scrivere, e di conseguenza a leggere con continuità, e questo mi porta ad avere una sorta di senso di riconoscenza verso questo oggetto. Tutto questo insieme di cose è ciò che rappresenta per me la stilografica.” (Roberta)

“Io ho iniziato guardando il mio professore con la sua stilografica. Il pennino ha molto fascino, quindi le prime ragioni che mi hanno portato alla stilo sono puramente estetiche. Poi ho scoperto che scrivere con la stilo significa scrivere con il miglior strumento di scrittura attualmente esistente. Mi piace la morbidezza, la scorrevolezza e il tratto che un pennino lascia sulla carta. Per me scrivere con la stilografica significa differenziarsi dalla massa che usa penne a sfera, amare la scrittura, esprimere la propria personalità dando carattere alla grafia: si può scegliere il colore dell'inchiostro e ce ne sono tantissimi nelle tonalità più disparate, si può scegliere la dimensione del tratto, ci sono pennini come gli stub che consentono di variare l'ampiezza del tratto rendendo più bella la nostra grafia che diventa più "personale", diventa il nostro tratto distintivo che ci distingue maggiormente rispetto ad un qualsiasi segno scritto con una biro o un roller.” (Claudia)

“Anche mio padre la utilizzava abitualmente, così come faceva mia mamma, insegnante elementare, per cui pennino e inchiostro sono sempre state per me cose familiari. Per diversi anni usare la stilografica ha significato molto semplicemente scrivere o fare i compiti scolastici. La cosa è cambiata quando in età un po' più adulta ho iniziato a subire il fascino dell'oggetto in sé. Ho capito che la pratica della scrittura poteva nascondere un piacere supplementare che veniva fornito dall'oggetto preposto allo scopo. Il passo successivo fu quello di scoprire che addirittura la stilografica poteva essere l'origine del piacere, al di là della sua funzione pratica. Oggi scrivere con la stilografica mi dà il piacere sottile di una pratica mai meccanica o superficiale, il piacere di un gesto mai fatto per routine, un gesto forse un po’ antico che a volte mi ricollega con il mio passato, con le persone e le cose che lo hanno popolato e di cui oggi, lo confesso, spesso ho molta nostalgia.” (Lorenzo)

Ti piacerebbe scrivere con una penna stilografica? Pensi che sia il regalo perfetto per un amico che ama la scrittura a mano? Nei negozi Mercatopoli arrivano spesso penne di questo tipo (anche a sfera) da collezione. Sfoglia il nostro shop online per scoprire quelle in vendita.


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