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La storia dei Gonzaga tra fiere e mobili antichi
Giovedì 04 Febbraio 2016
Alinda Negri

C'era una volta GonzagaÈ un appuntamento d'obbligo per gli amanti dell'antiquariato, per i collezionisti e per i semplici appassionati la mostra mercato che parte con l'Epifania in provincia di Mantova: C'era una volta Gonzaga.

Durante l'anno poi, un ricco calendario con tante date per dare a tutti la possibilità di partecipare ai suoi splendidi mercatini dell'antiquariato e non solo.

Gonzaga ha un'economia strettamente legata all'agricoltura, la fiera millenaria, che ogni anno vi si svolge, ha richiamato nei secoli allevatori da ogni parte d'Italia. Per centinaia di anni è stata uno dei pochi contatti che gli abitanti delle campagne hanno avuto con il resto del mondo allora conosciuto. Terra fertile a ridosso del grande fiume, il Po, immensa e ricca, punteggiata dai campanili delle chiese di campagna, che si stagliano tra distese di campi coltivati.

Nel IX secolo faceva parte dei possedimenti del casato di Matilde di Canossa, della quale nel 2015 è ricorso il novecentesimo anniversario della morte. Donna volitiva e impavida ha avuto il coraggio delle proprie idee e dei propri principi, fedele al papato ha governato su un territorio che si estendeva dal Lazio al lago di Garda, oggi riposa nella Basilica di San Pietro a Roma, la sua tomba, scolpita dal Bernini, è intitolata "Onore e Gloria d'Italia".

I Signori di Mantova devono le loro origini e il nome del loro casato a questo piccolo borgo dal quale sono partiti, nel XIV secolo, alla conquista di Mantova. Nel periodo di massimo splendore della città i Gonzaga erano committenti di opere d'arte, in competizione con le altre corti italiane ed europee, raccolte nella celebre collezione chiamata Celeste Galeria, in larga parte svenduta nel '600 per ripianare i debiti e il resto successivamente razziato dai lanzichenecchi calati dal Nord.

Fa un certo effetto immaginare già allora convogli di carri e carrozze, scortati da soldati mercenari, che trasportavano, per le strade che si dipanavano nella pianura, capolavori provenienti da Firenze, Roma, Milano, Venezia e diretti in Francia, Spagna, Inghilterra e Nord Europa. Ancora oggi mercanti, artigiani, arredatori, architetti e collezionisti si avventurano per queste strade, alla ricerca del pezzo particolare o di un'idea originale.

È ancora notte fonda quando arrivano i primi espositori, quelli che, non avendo il posto fisso, devono fare la spunta. Alle prime luci dell'alba i bar iniziano a sfornare croissants caldi, panini col cotechino e col salame mantovano, caffè e cappuccini: è la fiera, come nel Medioevo, come ai tempi di Matilde.




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