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Tip Shop: architetture dalle discariche australiane
Sabato 24 Ottobre 2015
Giovanni Rossato

Non c’è niente di meglio di una doccia dopo una calda giornata di fine estate. Non una doccia qualsiasi, ma una immersa in una foresta lussureggiante con tanto di piante tropicali ai lati e muschio morbido sotto i piedi. Non sto parlando di un hotel a cinque stelle su una spiaggia con sabbia bianca e nemmeno di qualche comunità hippie persa nella foresta subtropicale, ma della casa di una normale famiglia australiana.

Ben era il padrone di casa e io lo aiutavo da qualche settimana con alcuni lavori in giardino in cambio di vitto e alloggio. Si era dilettato anche con il mettere in piedi piccoli progetti che avevano fin da subito colto la mia immaginazione: tutti i materiali utilizzati erano stati riciclati dalla discarica locale.

L’intera cabina, dalla struttura portante in legno fino al rubinetto della doccia erano stati acquistati a prezzi stracciati dal “tip shop” locale, che è letteralmente il negozio della discarica. Non aveva costruito solo la cabina doccia; anche la stanza degli ospiti dove mi ero stabilito da qualche giorno era completamente fatta da materiali di recupero.

Situata ad una cinquantina di metri dalla casa, la si poteva scorgere sulla riva opposta del torrente che divideva la proprietà in due. Si poggiava in parte sulla riva scoscesa ma sul lato del torrente si aggrappava ad un grosso albero. Solo le viti erano state comprate nuove, tutto il resto era stato recuperato dal mercatino della discarica. Anche il colore blu con cui erano state dipinte le assi di legno delle pareti era stato trovato al “tip shop”, e donava un piacevole contrasto con il verde delle fronde degli alberi. Ero affascinato dall’idea di una sorta di architettura minore fatta di scarti e pezzi della discarica, ma fatta con dignità e semplicità.

Il “tip shop” è una costante nei paesi australiani: non c’è metropoli o paesino di poche anime che non abbia la sua discarica con annesso mercatino del riciclo, e non c’è australiano che non sia pronto a chiedervi una mano per attaccare il rimorchio al fuoristrada per andare a fare un giro alla discarica per vedere se c’è qualcosa che potrebbe fare comodo.

Questi mercatini dell’usato propongono nel loro inventario una vasta selezione di materiale di recupero preso tra quelli gettati nella discarica adiacente o selezionato da una apposita squadra al momento dello smantellamento di un appartamento o di un’intera casa. La squadra in quel caso non solo si preoccupa di demolire la casa, ma pazientemente seleziona tra i diversi materiali (come legno, mobili, rubinetteria, finestre, porte, ecc.) quelli che sono in uno buono stato e che quindi possono essere utilizzati nuovamente.

Nei mercatini delle discariche più grandi ed organizzate della nazione il tutto è addirittura diviso per reparti. Nella sezione “bathroom” si potrebbe trovare un telefono per la doccia perfettamente funzionante; spostandosi nella sezione “scrap wood” si troverebbero le assi di legno che vi servono, e infine tra “scrap metal” si sceglierebbe magari una lamiera usata per le coperture delle case, quindi già pronte per essere usate in esterni.

Cosa non si può trovare in questi “tip shop” è la dote e le capacità di vedere in materiali di scarto dei progetti semplici ed unici, una virtù che in qualche modo sembra innata nello spirito australiano molto indipendente, che rimane forse un po’ coloniale nel suo modo di non buttare niente e costruirsi da sé ciò di cui si ha bisogno.




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