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Il giorno della memoria: 4 film per non dimenticare
Martedì 27 Gennaio 2015
Polly Merc

A differenza di tutte le altre “giornate dedicate a...” il giorno della memoria, mi sconvonge nel profondo. Credo nell’uguaglianza, credo che la “non violenza” sia un principio da abbracciare in ogni singolo secondo della nostra vita. Credo che il mondo sarebbe un posto migliore se ci si volesse un po' più bene. 

Per tutto l’anno cerco di non pensare al buio che ha attraversato l’Europa 70 anni fa, perché fa troppo male. Quando ci penso mi illudo che io sarei stata diversa, che sarai stata come Oskar Schindler che in Shindler’s list salva dalla morte tutti quegli ebrei deportati. Mi illudo che non mi sarei fatta contagiare dalla follia collettiva e che sarei riuscita a rimanere lucida, che non avrei avuto paura, e che avrei difeso quello in cui credo nello stesso modo in cui lo difendo oggi.

Ma poi mi guardo intorno, alle centinaia di persone con cui interagisco giorno per giorno: parenti, amici, genitori al parco o davanti alla scuola, maestri, operai, negozianti o semplici visi inquadrati e dimenticati e non vedo negli occhi di nessuno tracce di quella cattiveria che può spingerti a uccidere una persona. Dove sono allora i mostri? Dove si nascondono?

Il giorno della Memoria di costringe a venire a patti con la parte peggiore che si nasconde in ogni essere umano, ci porta a pensare “e io cosa avrei fatto?”

Ecco alcuni dei film sull’olocausto che si devono assolutamente vedere, per non dimenticare.

Schindler’s list di Steven Spielberg girato nel 1993 e basato sulla vera storia di Oskar Schindler. Un industriale tedesco che, durante la seconda guerra mondiale assume – e salva- nella propria fabbrica oltre un migliaio di ebrei, che evitano così la deportazione nei campi di concentramento.

La vita è Bella di Roberto Benigni. Un punto di vista diverso, un modo di raccontare diverso. La storia di un papà che cerca di salvare un bambino dall’orrore di un campo di concentramento. Una storia di speranza, che strappa qualche risata amara e che commuove come pochi film sanno fare.

Jona che visse nella balena di Roberto Faenza. La vita in un campo di concentramento visto attraverso gli occhi di Jona, un bambino che viene deportato con la famiglia all’età di 4 anni.

Il pianista di Roman Polanski, Polonia. L’olocausto raccontato attraverso le vie di una città e non in un campo di concentramento. La follia dell’uomo che travolge un’intera nazione. Il ritorno alla normalità... anche se nulla sarà più come prima.




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