Sarah Jessica Parker e altri 5 motivi per scegliere un abito usato
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5 motivi, e Sarah Jessica Parker, per scegliere l'usato
Venerdì 24 Ottobre 2014
Stefania D'Elia

Ci sono 1000 motivi per cui una persona può decidere di entrare in un negozio dell’usato per comprare un vestito o un accessorio. E quando si scopre che anche Sara Jessica Parker, indiscussa icona di stile, si avvale di questi negozi peri suoi acquisti... beh, i motivi non possono che quadruplicare!

Sdoganato il pensiero che il negozio d'usato (o nel caso di Sarah, la bancarella) fa povero, non possiamo che andare oltre e vedere gli innumerevoli vantaggi di questa scelta.

Non so quante volte mia mamma, sfogliando una di quelle riviste trash che non piacciono a nessuno ma che misteriosamente continuano a vendere, mi dice “Ma guarda questa gonna/maglia/giacca, io l’avevo uguale una trentina di anni fa!” Insomma, se mia mamma avesse tenuto tutto il suo abbigliamento anni ’70 ’80 nell’armadio, in questo momento io sarei la persona più modaiola del creato.

Qualcosa è sopravvissuto al tuo decluttering selvaggio, ma mai abbastanza, però posso sfoggiare con orgoglio una meravigliosa cintura nera in pelle alta 10 cm e assolutamente attuale, una camicetta ricamata di organza e un maglione color acquamarina di cotone grosso intrecciato e scollo a barchetta che, con la camicia bianca e i jeans attillati, è la morte sua.

E’ con questo spirito che giro i mercatini, alla ricerca di quel vestito usato che aspetta solo me. O Sarah Jessica Parker ovviamente!

Come dicevo un abito usato racchiude in se tantissime qualità, che vanno al di la del paese

1. Risparmio. Insomma ma chi li ha più i soldi da spendere in vestiti? E sinceramente, essendo circondata da cassintegrati, esodati e disoccupati con che coraggio potrei mai dire di aver speso l’equivalente di una spesa (e magari anche più) per una maglia nuova? Non ce la potrei fare, questione di principio. Un abito usato inoltre è, per ovvie ragioni

2. molto resistente. Se sopravvissuto all’uso in condizioni così buone da poter essere rivenduto non può che essere un abito dalla qualità ineguagliabile. Un pochino me lo immagino poi di passarlo in eredità a mia figlia raccontandole di quanto ho amato quell’abito e di quanto sarei orgogliosa di sapere che piace anche a lei. Insomma niente a che vedere con

3. quei vestiti che durano dalla sera alla mattina. Che, per carità, ci stanno e si comprano... ma con la consapevolezza che non vedranno mai la fine di una stagione, perché già dopo qualche lavaggio tenderanno a infeltrirsi/slabbrarsi/limarsi/sformarsi. Ma tutto questo è nulla se paragonato alla

4. salvaguardia ambientale. Perché noi possiamo essere abbigliati in maniera perfetta, ma, se il mondo intorno a noi cade a pezzi... ne vale la pena?

Le risorse sono esauribili e il nostro mondo è ormai al collasso (o quasi), nel nostro piccolo possiamo fare molto: uscire, per esempio, dal

5. girone infernale del consumismo che ormai caratterizza ogni nostra scelta. Non abbiamo bisogno di 85 paia di scarpe (no dai forse delle scarpe si, in fondo siamo donne!), possiamo limitare i nostri acquisti solo per quello che è indispensabile.

Insomma, non conosco quale dei sopracitati 5 motivi (o quale altro ) ha spinto Sarah Jessica Parker a fare acquisti in un negozio dell’usato. Ma se lo dice lei... di cos’altro avete bisogno per provare a visitarne uno? Mercatopoli e gli altri negozi dell'usato ti aspettano.




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