Lavoro: cosa è cambiato e come
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Lavoro: la paura del cambiamento e le nuove regole
Domenica 20 Luglio 2014
Stefania D'Elia

Alla convention di Baby Bazar e Mercatopoli di quest'anno, uno degli oratori, la persona che ha intrattenuto la sala in religioso silenzio per un'intera giornata è stato Sebastiano Zanolli.

Questo non vuol essere un resoconto, non ne sarei in grado, ma vuole essere una riflessione personale su quello che ha detto. Mi ha toccato nel profondo, perché sembrava che parlando, si rivolgesse a me, alla mia storia, alla mia vita. Questo mi ha fatto capire che non sono unica e che i dubbi che hanno attraversato (e che ancora attraversano) la mia mente, non sono diversi da quelli di tantissime altre persone.

Pensandoci non ha detto nulla di particolarmente rivoluzionario, ma con le sue parole ha portato a galla verità che giacevano già dentro di noi ma che avevamo bisogno di riportare a galla.

Ciò su cui ha focalizzato l'attenzione è che ci stiamo trasformando in un mondo a partita iva. Il lavoro a tempo indeterminato sta diventando sempre più raro. Lo scopo del nostro lavoro è "risolvere i problemi" essere unici e non sostituibili. Solo così possiamo garantirci continuità nel mondo del lavoro.

Memore del fatto che ho aperto una partita Iva ad inizio anno, non posso che essere d'accordo con lui: ormai siamo diventati imprenditori di noi stessi, ma ammettiamolo, se da una parte questa cosa ci gasa e ci riempie di nuove e incredibili prospettive, dall'altra parte ci terrorizza. Forse il problema è che siamo stati abituati ad avere sempre qualcuno che ci teneva per mano, che ci indicava la via da seguire. Camminare da soli spaventa è vero: ma ci aiuta anche a capire fin dove ci possiamo spingere. I confini vengono riscritti e cose che fino a poco tempo fa ci sembravano impossibili abbiamo scoperto essere reali, e soprattutto, alla nostra portata.

Quindi partita iva si o no? A volte non c'è proprio scelta: se si vuole lavorare bisogna aprirla. Una nuova avventura che spaventa, fatta di nuove regole e vincoli ma che dall'altra parte permette al lavoratore di gestire in modo autonomo il proprio tempo e le proprie risorse.

Ciò nonostante rimpiangete ancora quei tempi in cui un superiore vi diceva esattamente cosa fare? Scordateveli non esistono più. O meglio, ci sono ancora, ma ricordate che chi fa lavori in cui si procede in automatico, è facilmente rimpiazzabile: la concorrenza ormai è spietata e, se vogliamo emergere, dobbiamo offrire quel qualcosa in più. Ormai nulla può dare la sicurezza di una lavoro, ma più sarete insostituibili più sarà difficile rimpiazzarvi, più sarà facile mantenere il vostro posto di lavoro. Reinventarsi e puntare sui propri punti di forza è il trucco per emergere. Chiaro, la sicurezza non può darla nessuno, ma nascondendo o peggio reprimendo le proprie potenzialità, non si otterrà mai nulla.

Bisogna pensare ad ogni cosa che si fa come ad un'opera d'arte: si sta creando un bene, o un servizio, ideato per la persona che lo ha richiesto, ma in ogni caso tarato intorno alla nostra personalità. Ho fatto tante volte l'errore di fingere di essere qualcun altro e credetemi: non funziona mai. Non spaventatevi: se siete stati scelti un motivo ci deve essere e se altri credono nelle vostre capacità, non c'è nessun motivo per cui non dobbiate farlo anche voi.

La cosa principale? Non perdere mai di vista l'obiettivo: dove sarete tra 10 anni? Dove state andando? Solo avendo gli obiettivi ben chiari in testa è possibile definire il proprio lavoro.

L'obiettivo non ti porta a dire di si, un obiettivo ti porta a dire di no alle cose che ti portano lontano dalla meta che vuoi raggiungere.

Questa è la cosa più difficile, perché a volte sembra di nuotare in acque torbide e profonde. A volte la paura ci porta a dire Si a progetti che non ci appartengono.. Perché? perché li vediamo come ancore di salvataggio. Ma il nostro obiettivo non deve limitarsi allo stare a galla. Il nostro obiettivo deve essere spostarci verso la riva. La nostra riva.

A volte rinunciare a qualcosa ci butta nello sconforto, non conosciamo le alternative e non sappiamo se abbiamo fatto la scelta giusta o sbagliata. Non esiste una formula magica per avere le risposte, ma sicuramente sapere da che parte volgere lo sguardo aiuta.

Quindi? Cosa ci vuole per lavorare.

Flessibilità. Le cose cambiano, non bisogna aver paura dei cambiamenti. I cambiamenti terrorizzano. Non importa se una cosa ci piaccia oppure no, ormai è stata accettata e fa parte di noi. Quante volte capita di dire (o sentir dire) "Cambierei ma..." e questo vale sia per la vita pubblica che quella privata. A volte i cambiamenti ci piovono addosso: un licenziamento o un cambio degli assetti familiari. In quel caso si hanno 2 scelte: o si viene trascinati alla deriva o si comincia a remare. Per dove? Lo sapete voi, solo che a volte le risposte sono nascoste talmente bene che per trovarle bisogna scavare a fondo.

Cambiare non è mai semplice, per cambiare bisogna uscire dalla propria zona di confort. Si perché noi abbiamo la (pessima) abitudine d'adagiarci nelle situazioni, Si anche quelle che non ci piacciono.

Si cambia se si vuole cambiare e per farlo bisogna:

A questo punto non vi resta che credere in voi stessi! Non bisogna aver paura ad usare il proprio nome e il proprio cognome, se ci credete sarete disposti a metterci la faccia.

Ora che avete scoperto voi stessi siete pronti per esplorare quello che sta intorno a voi: Costruite relazioni.

Ci sono tantissime cose che non conoscete, tenete aperti tutti i canali possibili, parlate, esponete i vostri dubbi e soprattutto consigliate chi è in difficoltà. Ricordate che tutto è una ruota che gira e se si vuole cavalcarla bisogna essere disposti ad allungare le proprie mani per restare in equilibrio. A volte qualcuno si aggrapperà a voi, altre sarete voi che avrete bisogno di aggrapparvi. Mi piace immaginare tutto come una grande catena in cui siamo tutti interconnessi: se cade uno la catena cede.

Spero di aver interpretato bene le parole di Sebastiano Zanolli, ma questo è quello che ho portato a casa e spero possa essere utile anche a voi.




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