Stephen King: storia di un amore privo di logica
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Stephen King: un amore senza logica...
Venerdì 30 Maggio 2014
Stefania D'Elia

Credo di aver conosciuto Stephen King intorno agli 11/12 anni, grazie ad un libro arrivato con l Euroclub, a cui mia mamma era, al tempo, abbonata.

Ci siamo amati da subito di un amore sincero e profondo. Ma soprattutto immotivato, perché se penso a tutti i validi motivi per cui Stephen King non dovrebbe piacermi surclassano di gran lunga i motivi per cui lo dovrei amare.

Primo tra tutti odio le storie horror, mi spaventano. E poi dormo male.

Secondo tra tutti odio le persone troppo prolisse e Stephen è il re delle persone prolisse: è capace di passare intere pagine raccontando come è fatto il cappello del tal personaggio, dove lo ha preso e perché per poi ucciderlo senza pietà tre pagine dopo. Questa cosa dovrebbe mandarmi sui nervi eppure non lo fa.

Il fatto è che amo Stephen senza un motivo vero e questo rende il nostro amore tanto speciale. Non è un: "amo le storie che fanno paura e come lui nessuno mai". Non è che "amo la suspance e come lui nessuno mai". No. Per nulla. Io mi crogiolo felice in romanzetti romantici e scontatissimi. Amo i lieto fine e vivo per il "vissero felici e contenti!" perché non dovrei? Diciamolo: se lo meritano di vivere felici e contenti. Lo voglio anche nella mia vita il lieto fine. 

Eppure nessun altro come Stephen King è mai riuscito a farmi battere il cuore, un suo libro nuovo in libreria è un richiamo a cui non so resistere. I suoi racconti sono come ossigeno.

Il fatto è che non è il cosa, è il come. I suoi personaggi sono reali come lo e la mia vicina di casa. Le sue storie sono assurdamente plausibili. Racconta tutto in un modo tale che non ti viene da pensare "questa cosa è assurda non succederà mai" anzi pensi "Guarda un tombino... quasi quasi ci giro alla larga".

Il fatto è che i suoi libri non si leggono: si vivono. Si entra nelle storie, si conoscono i 57.363 personaggi che le abitano, Si diventa amici di alcuni, altri ci fanno arrabbiare. Altri ancora non li capiamo davvero fino in fondo. Proprio come capita come le persone che incontriamo tutti i giorni.  

Questo per dire che non esiste mai un motivo vero per amare un libro o uno scrittore. Semplicemente fanno parte di noi!




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