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Le 11 cose da non dire mai ad una commessa
Martedì 27 Maggio 2014
Stefania D'Elia

Ho rischiesto aiuto a Silvia, che, disponibile come al solito si è ritagliata un po’ di tempo per rispondere alla mia domanda: quali sono le 10 cose da non dire a una commessa o a chi, in genere, lavora in un esercizio a contatto con il pubblico? Questa lista (che in realtà comprende 11 punti) può servire a tutti, perché credo che capiti a tutti di dire cose assolutamente fuori luogo, magari noi non diamo peso a quello che diciamo ma vi assicuro che dall’altra parte viene colto completamente.

1. I colleghi di sventura. “Anch'io ho un negozio” questo viene detto quando si cerca di spiegare qualcosa, come se avere un negozio rendesse onniscienti.

2. I ritardatari. "Ma state GIÀ chiudendo?" a cinque minuti dalla chiusura. Si anche a noi piace andare a casa.

3. I compassionevoli. "Ma poveri vi fanno lavorare anche oggi che è domenica? Mi spiace. Mi dai un etto di cotto?" Serve aggiungere altro?

4.Il personaggio importante. Quando rifiuti di fare un "favore": "Lei non sa chi sono io!" In questo momento sei un cliente, uguale agli altri, e mi stai facendo una richiesta fuori luogo. Mettitela via.

5. I tornado. "Do solo un'occhiata" ti giri e quando ti rigiri sembra passato l'uragano Kathrina. Non sei a casa tua, vero. Ma ti svelo un segreto, neanche qui le cose si mettono magicamente a posto.

6. Gli imprenditori. “Serve fattura?” “no” e allora non puoi pagare con la carta di credito aziendale. Fattene una ragione.

7. Gli invisibili. Quando vi si saluta è buona educazione rispondere. Credo sia un tema che avere affrontato anche nell’infanzia con le vostre madri. Se una commessa vi dice da il  buongiorno rispondere è sempre una buona pratica. Anche se dovete dare solo un’occhiata.

8. I cospiratori. Se ci sono offerte, perdete 5 minuti per capire come funzionano. Se ve le vogliono spiegare non liquidate la commessa per poi passare mezz’ora a brontolare in cassa. Se non capite non siamo dei truffatori che ingannano le persone. Forse semplicemente non avete capito i termini della promozione.

9. I ballerini. Se le saracinesche sono abbassate, potrebbe significare che il negozio è chiuso. Chiedere è inutile, ti potresti sentir rispondere "Ma no!! Stiamo impartendo lezioni di Limbo gratis e io mi sto allenando nel tango argentino col mocio.”

10. Le vittime. Se qualcosa cade perché un cliente lo ha maneggiato non è colpa sua. Assolutamente. "Eh ma era esposto talmente male che era ovvio dovesse cadere. Anzi! La colpa è vostra, avrei potuto anche farmi male!" Eh vero!!! Noi mettiamo i vasi di cristallo sui ripiani che ballano proprio perché stiamo tentando l'omicidio del cliente perfetto.

11. I delegatori. "Pulisce lei vero?" Detto quando il cane o il bambino sporca. Ma certo! La mia ambizione è sempre stata di fare la netturbina, la colf, la donna delle pulizie, ma mi è andata male e così quando un bambino vomita in mezzo al negozio sono la persona più felice del mondo perché posso ancora inseguire il mio sogno. E’ probabile che poi pulisca la commessa in ogni caso, ma se il danno lo avee procurato voi abbiate il buongusto di offrirvi di dare una mano.




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