Viaggio in Umbria. 4 giorni tra da Gubbio alle Marmore - parte 1
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Umbria: 4 giorni tra Bevagna e la valle Umbra - 1
Giovedì 22 Maggio 2014
Polly Merc

Arriva aprile, con i suoi ponti. Pasqua, 25 aprile, 1 maggio. Quest’anno pensare a una vacanza alla scoperta di qualche posto nuovo d’Italia è stato davvero facile. I giorni di stacco offerti su un piatto d’argento e la voglia di godere delle giornate di primavera per scoprire un borgo medievale, o una cascata, o uno scorcio su un paesaggio unico. E così abbiamo pensato all’Umbria.

Partenza il 24 aprile, rientro il 27. Dopo tanto migrare per siti come Booking e Tripadvisor, la decisione: si fa tappa a Bevagna, in una cascina nella campagna circostante. Quiete e riposo.

Ecco dunque un’idea di viaggio per godere dei paesi più noti, senza correre troppo e gustando anche gli aspetti enogastronomici di una terra davvero magica, cuore d’Italia. Curatissima, lo  ammettiamo. È giovedì e c’è anche il mercato di piazza, che la anima, ma non ci colpisce per la cura verso il turista. Notevole il Duomo e la torre civica, oltre al palazzo del municipio. Molto curata la cinta muraria sulla via principale, circondata da giardini, che falsa un pochino quanto ci si trova davanti all’interno.

Proseguiamo quindi per Gubbio, seconda meta della giornata. Gubbio è magica e merita un articolo solo per lei, che spero di realizzare, se non altro per raccontare quella speciale e folle corsa che si svolge il 15 maggio in onore di Sant’Ubaldo, ovvero la Festa dei Ceri. Già arrivando a Gubbio si viene colpiti dal suo fascino, così bianca e luminosa sul Monte Igino. L’accesso alle mura medievali, tra intrichi di viette e piccoli pontili, conduce alla cima dove si erge il Palazzo dei Consoli, maestoso ed imponente, oggi sede del museo.

Abbiamo dedicato a questo borgo, guide alla mano, qualche ora, senza fretta, salendo e scendendo dalla collina, entrando nelle diverse e svariate chiese, soffermandoci nella grande piazza affacciata sulla pianura circostante. Il paesaggio qui è davvero meraviglioso. I colori della primavera premiano un luogo che già da solo è un insieme di armoniche bellezze. A Gubbio ci si tuffa nel medioevo e la vista di tanti tetti, assommatisi l’uno di fianco all’altro, nell’intricato stratificarsi cittadino, visto dall’alto della città consente di comprendere come si intendesse l’assetto urbano in quell’epoca misteriosa e affascinante che è il Medioevo.

Lasciata Gubbio dopo un assaggio di Torta al testo con salsiccia e spinaci, specialità del posto che consiglio a tutti di provare, ci siamo avventurati per Foligno, ultima tappa della giornata, per prendere un aperitivo prima di raggiungere Bevagna, la meta del nostro viaggio. Una breve tappa a Nocera Umbra, per scoprire un paese dimenticato dalla ricostruzione post terremoto e salire in macchina con un senso profondo di amarezza, e ci accoglie Foligno.

Questa città è la meno magica, devo ammetterlo, di quelle visitate, ma è anche una delle più grandi e più sviluppate e in essa c’è il fermento di un’Umbria in divenire. La zona industriale e quella artigianale si fondono nelle mura medievali, in uno sposalizio poco armonico, ma probabilmente necessario. Non posso dire che sconsiglierei la visita di questa cittadina - perché in effetti chi sarei io per farlo? - posso solo ammettere che non sia una di quelle che mi è entrata nel cuore, come hanno fatto altre, in questo viaggio.

Bevagna, a pochi chilometri da questa, invece, mi ha conquistata. L’abbiamo raggiunta sul far della sera, per incontrare il nostro ospite. Qualche curva più a nord delle mura abbiamo trovato l’appartamento che ci ha generosamente accolto per questi quattro giorni. Il posto merita una nota positiva, come il proprietario, davvero attento a ogni dettaglio della nostra vacanza e capace di suggerirci il meglio tra ciò che c’è da fare e vedere in una valle come questa. Grazie davvero a lui. Se dovete andare in Umbria e vi piace una vacanza in autonomia, vi consiglio questa location: Appartamenti Verde Collina Umbra.

La nostra giornata si è dunque conclusa al Serpillo di Torre del Colle, un locale davvero meritevole, aperto da due giovani ragazzi che hanno avuto il coraggio di reinventarsi e hanno dimostrato una sapiente capacità di gestione del ristorante e di scelta enogastronomica. Ottimo il buffet di antipasti, molto molto curati gli abbinamenti, in una rivisitazione sapiente delle peculiarità del territorio. Nonostante tutto, il conto è stata la vera sorpresa: una cifra da trattoria in un posto con una marcia davvero in più. La nostra prima giornata si è conclusa così… alla prossima!




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