Le maschere della tradizione - seconda parte
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Le maschere della tradizione - seconda parte
Domenica 02 Marzo 2014
Francesca Tantalo

Continua il nostro viaggio alla scoperta delle maschere della tradizione italiana. Oggi vi parliamo di Pantalone e Colombina.

Pantalone.

Tipica maschera veneziana, la più conosciuta, comparsa nel Cinquecento. Sulla sua origine non esistono dubbi, poiché, fin dalla sua prima apparizione nelle compagnie della Commedia dell'Arte, si esprimeva nella schietta e musicale parlata veneziana.

Rappresenta il tipo del vecchio mercante ricco e brontolone, stimato, a volte completamente in rovina (Pantalon de' Bisognosi), pedante, non sempre accorto, avaro, incontentabile, testardo che non disdegna le avventure galanti, spesso innamorato, geloso e senza fortuna, facile preda dei raggiri dei suoi servi e delle donne che corteggia.

Mostra una grande vitalità sia negli affari che nel risolvere con energia e cognizione di causa i problemi familiari. Il suo linguaggio, a volte duro e licenzioso, si ingentilisce talvolta in forme bonarie e paciose assumendo la connotazione del "burbero benefico" goldoniano.

Il costume è costituito da un berretto di lana alla greca, una giubba rossa e calzabrache o brache corte alla marinaresca, con una cintura da cui pendono o una spada o un fazzoletto o una borsa. Indossa un mantello nero, spesso foderato di rosso, e ai piedi calza delle ciabatte nere, spesso babbucce alla turca con le punte rivolte verso l'alto.

È caratteristica la sua maschera nera con naso adunco, sopracciglia accentuate e una curiosa barbetta a pizzo, che abitualmente accarezza dolcemente con le mani.

Colombina.

E' la maliziosa e vezzosa servetta o spesso anche nipote del protagonista maschile della Commedia dell'Arte, personaggio comico non sempre specchio di virtù, scaturito da un mondo popolare come Arlecchino, suo fedele compagno d'avventure e talvolta suo sconsolato amante.

Quando compare sul palcoscenico si fa notare per quelle sue innate doti di spigliatezza, civetteria ed astuzia tipicamente femminile. Rappresenta la ragazza smaliziata e onesta allo stesso tempo, esperta nell'arte della seduzione e sicura di sé.

E' conosciuta anche con altri nomi: Arlecchina, Corallina, Ricciolina, Camilla e Lisetta e sempre più affinandosi, seguendo la moda francese, diventa l'elegante Marionette nella Vedova scaltra di Carlo Goldoni.

Il vestito è semplice, a volte a toppe colorate come quello di Arlecchino, rifinito con una graziosa cuffietta bianca e un grembiule della stessa tinta. Altre volte è in tutto simile a quello delle servette settecentesche. Porta raramente la maschera, si esprime in vari dialetti, ma preferisce il veneziano o il toscano.




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