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Natale con i tuoi... e dai che non va così male!
Giovedì 26 Dicembre 2013
Stefania D'Elia

Se state leggendo questo articolo, significa che avete superato indenni le festività di Natale e le relative riunioni famigliari. Complimenti! So che per alcuni di voi è stata davvero dura e che l'aver soppresso l'istinto omicida che avete provato nei confronti di alcuni parenti vi rende particolarmente virtuosi.

Per quanto adori i miei parenti e per quanto aspetto le riunioni Natalizie con gioia, non posso negare che, rivedere tutti i miei consanguinei dopo quella che solitamente è una pausa annuale mi mette sempre una profonda apprensione: devo dimostrare che l’anno appena passato è stato abbastanza fruttuoso e non sono stata con le mani in mano in attesa degli eventi.

Una volta finita la scuola (e quindi, una volta essere entrata ufficialmente nel mondo degli adulti) ho dovuto superare delle vere e proprie “selezioni” per potermi sentire parte di quel mondo di adulti.

Le prove più significative?

La presentazione del fidanzato ad esempio. Chi non si ricorda il primo Natale in cui si è entrati in casa con il fidanzato o la fidanzata del momento? I parenti che studiano da lontano, che controllano con occhio vigile quell’essere sconosciuto che si è intromesso in una tradizione famigliare.

Quando poi il “fidanzato storico” viene sostituito da un nuovo ragazzo, gli sguardi inquisitori raddoppiano, l’intruso ha soppiantato qualcuno che ormai era stato accettato, dovrà quindi fare doppio lavoro per conquistarsi l’approvazione di tutto il parentado.

Il lavoro è sempre stato per me un tasto dolente: con l’animo sognatore e ribelle affrontavo ogni Natale con la speranza di poter esibire un lavoro unico e fantastico. Ai tempi non avevo idea che ci sarebbe stato, in un futuro non troppo lontano, un momento storico in cui solo poter esibire un lavoro sarebbe stata fonte di orgoglio e sguardi ammirati. Questo Natale per noi è stato un po’ così: una conta dei caduti. Tra pensionamenti anticipati, ditte in chiusura e un drastico calo in ogni settore di produzione i sospiri contrariati hanno accompagnato tutta la giornata di festa.

Durante i miei Natali ho esibito con gioia fidanzati (un paio), marito (uno), figli (due) e cambi di lavoro (innumerevoli). I figli piccoli sono un’ottimo metodo per distogliere l’attenzione da sè, poi però crescono, non tanto ma giusto quel che basta perché la domanda ti venga posta senza che tu possa accampare scuse plausibili: e il lavoro come va?

La famiglia. Un’accozzaglia di persone diverse unite sotto uno stesso tetto, magari solo per una giornata prima di riprendere tutti la propria frenetica vita.

A qualcuno non piace, suona falso, io invece trovo rassicurante sapere che, nonostante tutto quello che succede intorno a me, posso contare su alcuni punti fermi, come la famiglia che si riunisce per Natale.




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