Gaia: eco-design creativo!
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Gaia: eco-design creativo!
Giovedì 19 Settembre 2013
Elisa Artuso

Gaia è una donna sposata, mamma di due bambine. Nella vita professionale si occupa di Business Analysis per un’azienda italiana operante nel settore Internet e New Media. Da 15 anni lavora nel marketing di aziende del settore dell’Information & Communication Technology (ICT), così come prevedevano i suoi studi e le sue inclinazioni sin da quando era piccola. Numeri, matematica, logica.

E la creatività?

“Non mi sono mai ritenuta una persona creativa – ci ha detto Gaia - semplicemente perché al liceo in disegno ero una schiappa. Temevo molto di più i compiti in classe di disegno che quelli di latino, meno quelli di matematica. Mi ritenevo una persona dall'approccio “scientifico” e da qui la mia visione ristretta del concetto di creatività”.

E invece la vita, a volte, ti porta dove meno te l’aspetti. Può cambiare l’opinione che hai delle cose, delle tue attitudini e degli atteggiamenti da avere verso di essi.

L’idea di creatività che ho oggi – continua Gaia - è diversa: è un atteggiamento mentale e consiste nell'unire elementi esistenti con connessioni nuove, che siano in qualsiasi modo utili. Nel mio caso specifico la creatività è “vedere oltre”.

Ed è così che Gaia, durante il periodo di maternità della sua seconda bimba ha avuto la possibilità di spendere una cosa tra le più preziose: il tempo. Inizialmente si sentiva in crisi, ma poi pian piano ha trovato come impiegarlo e ha scoperto di avere una vena creativa.

“Frequentando i mercatini dell’usato per comprare abbigliamento alle mie bimbe, ho cominciato a buttare l’occhio anche su altre cose. Ho cominciato ad acquistare qualche oggetto “vintage” per arredare la mia nuova vetrinetta in soggiorno e da lì sono partite le idee. Mi sono lasciata trasportare dalle cose che avevo acquistato e a partire da oggetti di scarto industriale o recuperati ai mercatini ho iniziato a realizzare complementi d'arredo, oggettistica e piccoli mobili che seguissero lo stesso file rouge.”

Gaia ha così realizzato un lampadario con il cestello di una vecchia lavatrice, ha costruito un letto con dei pallets, ha realizzato un mobile contenitore recuperando delle casse di legno poi dipinte in vari colori, ha trasformato una vecchia latta dell’olio in un portaombrelli, realizzato una fioriera con dei vecchi pneumatici.

“Oggi quando vedo un oggetto che d’istinto desta il mio interesse – ci dice ancora - penso sempre a quale seconda vita è destinato. Gli oggetti non sono a un senso unico: noi possiamo dare ad essi un significato diverso e un nome nuovo, basta cambiare la destinazione d’uso per trasformare un qualsiasi oggetto in qualcosa di diverso. È così che mi sono imbattuta in questa realtà del tutto sconosciuta e lontana dal mio quotidiano. Ho scoperto navigando sul web e leggendo alcuni libri e riviste che i temi del riutilizzo/riuso, dell'eco-design dell'upcycle economy e della sostenibilità ambientale sono temi caldi, la gente ne parla, si appassiona. Ormai l’arte del riciclo e del riutilizzo è disciplina consolidata e condivisa, tanto da diventare materia di studio nelle più importanti scuole di design del mondo”.

Oggi Gaia si occupa anche di eco-design e sogna che questo hobby possa diventare un lavoro, ma al tempo stesso le piace non sprecare, non dover spendere del denaro per acquistare oggetti omologati e creati da filiere industriali, le piace pensare di recuperare oggetti che altrimenti finirebbero in una discarica, dar loro una seconda vita, contribuire a dare un tocco di creatività e originalità alla sua casa, rimettere in circolo una nuova economia.

L’essere eco-sostenibile non è stata una scelta, ma la tappa di un percorso iniziato tempo fa che ora è diventato un’abitudine alla quale ora non riesco più a sottrarmi: è un atteggiamento, un modo nuovo di “consumare”e di pensare all'economia

Trovate Gaia via email all'indirizzo clench73@gmail.com e potete dare un’occhiata a qualcuno dei suoi lavori sul sito Sparagnhouse.