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Ecologici in cucina: i consigli di Mercatopoli!
Lunedì 22 Ottobre 2012
Elisa Artuso

cucina ecologicaDa anni ormai viviamo nell’era degli automatismi: telecomandi per aprire e chiudere o accendere e spegnere qualsiasi cosa, cibi pronti, carrelli da riempire, elettrodomestici da azionare, oggetti in stand by pronti ad azionarsi al primo click.

Eppure molte di queste operazioni automatiche ci stanno portando alla rovina, non solo perché smettiamo di assaporare il piacere di fare alcune cose e perché vogliamo farne troppe, ma anche perché il costo ambientale di questi automatismi è decisamente in rosso.

Un primo punto di partenza per vivere in modo più ecologico, rispettando maggiormente la terra che ci ospita, diminuendo gli automatismi e soprattutto migliorando il nostro benessere è quello dell’attenzione a ciò che acquistiamo per la dispensa e per il frigorifero della nostra cucina.

Ecco qualche consiglio utile per risparmiare, abbassare il proprio impatto ambientale e aumentare il benessere personale:

- osserviamo (bene) la nostra dispensa: lo spreco di cibo in Italia (e non solo) è a livelli inimmaginabili. Il primo passo per essere ecologici è ridurre gli sprechi e acquistare in quantità abbondanti solo cibi non deperibili o con lunghe scadenze. Così andremo a fare una nuova spesa di quella tipologia di cibo (pasta, cereali, legumi secchi, farina, zucchero etc) solo quando veramente li abbiamo consumati quasi del tutto;

- consumiamo verdura e frutta locali e di stagione: costano meno, sono adatti alla stagione in cui ci troviamo (ad esempio con il freddo sono perfetti i cavolacei che sono riscaldanti, le verdure e la frutta ricchi di betacarotene e vitamina C, mentre gli ortaggi più acquosi come pomodori, cetrioli etc, sono più adatti all’estate); inoltre fanno pochissima strada, e quindi ne assaporiamo le migliori qualità;

spesa ecologica

- impariamo ad autoprodurre: molti pensano che farsi il pane in casa sia una follia e che sia impensabile vivere ogni giorno con qualcosa da fare. In realtà, il pane lievita da solo e alcuni “lavoracci” come preparare conserve o marmellate, fare la birra (che sta diventando una moda sempre più diffusa), coltivare un orto o tenere qualche gallina, sono aspetti che cambiano radicalmente la quotidianità e ci rendono liberi, così liberi che possiamo anche scegliere di farne solo qualcuna, senza strafare: vivremo meglio e con grande soddisfazione quel poco che riusciamo a fare per noi e per la nostra famiglia.

- Conoscere il bio: il biologico è spesso criticato perché considerato costoso e quasi “radical chic”. In realtà se vogliamo mangiare bio senza spendere troppo dobbiamo seguire i consigli appena dati (stagionalità, autoproduzione, prodotti locali) modificando l’abitudine di entrare in un supermercato e riempire il carrello. È più opportuno acquistare direttamente dai produttori il cibo che mettiamo in tavola. In questo modo spenderemo meno e faremo bene a noi stessi e anche a chi il biologico non lo consuma, perché l’aria e l’acqua meno inquiate fanno bene a tutti.

Infine, per un’alimentazione ecologica ci vuole il buon senso: consumare con buon senso significa prima di tutto evitare gli sprechi e alimentarsi nelle giuste quantità, senza voler strafare né in un senso né nell’altro.