Boom dell’usato post Covid-19: al centro c'è l'ambiente
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Boom dell’usato post Covid-19: al centro c'è l'ambiente

Lunedì 31 Agosto 2020
Eleonora Truzzi

Durante l’epidemia di Covid-19 si sono intersecati diversi fattori che hanno fatto sì che i consumatori si concentrassero maggiormente sul mondo second hand. Come mai è avvenuto questo? Il cambio di rotta rispetto all’abuso di fast fashion cosa significherà per gli anni a venire? Secondo quanto stabilito da Il Sole 24 Ore, la second hand economy arriverà addirittura a superare il fast fashion. Vediamo cosa ha determinato la svolta negli acquisti e cosa ci dovremo aspettare per il futuro.

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L’epidemia di Covid-19 ha portato l’attenzione sull’ambiente

Un primo fattore che ha cambiato lo status quo è stato l’interruzione dell’attività lavorativa che ha portato ad una crisi generale in ambito economico. Questo primo scenario ha indotto molti consumatori a cercare dei prodotti più economici approdando sulla merce di seconda mano. Ma questo non è stato l’unico contributo.

L’espandersi del virus Covid-19 ha puntato i riflettori anche su un problema ambientale. Ecco quindi che il second hand non viene più scelto solo ed esclusivamente in un’ottica economica ma anche sostenibile. Nei mesi di lockdown è stato chiaro a tutti quanto un rallentamento nella vita frenetica e consumistica sia stato basilare per rivedere il mondo nella sua antica bellezza. I fiumi e i laghi si sono puliti, il cielo era più terso e gli animali si erano impadroniti nuovamente dei loro spazi. Questo fattore ha dato da pensare a molte persone che si sono rese conto di dover modificare il proprio sistema di consumi.



Nel prossimo decennio il second hand supererà il fast fashion

Durante l’epidemia di Covid-19 il second hand è cresciuto del 20%. Ma il dato significativo è un altro, ossia che il 44% dei consumatori ha dichiarato che dopo il lockdown acquisterà più prodotti usati. Secondo le statistiche, entro il 2024 l’intero mercato dell’usato arriverà a valere 36 miliardi di dollari ed entro il 2029 si auspica che arriverà a valere 44 miliardi di dollari, ossia un miliardo in più rispetto al valore del fast fashion.

A trainare la rivoluzione ambientale sono soprattutto la Generazione Z e i Millennials, più attenti al loro futuro e a quello dell’ambiente. Il periodo pandemico ha gettato nel buio l’umanità lasciando ancora molta incertezza su quando si riuscirà a tornare alla normalità. Ma un dato positivo è emerso, ossia la maggiore attenzione all’ambiente.

Alcuni non vedono questo evento come un caso, ma come un segnale che il mondo ci ha voluto inviare per renderci più consapevoli del nostro stile di vita e delle nostre scelte. Anche se le cause sono ancora nebulose, ciò che è certo è che da ogni evento negativo nasce sempre qualcosa di buono, anche se sembra impossibile. E per l’ambiente questo è stato un passo epocale.

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