Stati Generali dell'Usato: Torino 2011
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Stati Generali dell'Usato: Torino 2011
Giovedì 07 Aprile 2011
Silvia Dal Corso

stati generali usatoDal 31 marzo al 2 aprile al Sermig di Torino si è tenuto il primo incontro degli operatori del settore usato italiano, gli Stati Generali dell’Usato. Lo scopo era di creare una rete di operatori del settore e sviluppare un documento unitario.

La rete è stata proposta dal lavoro congiunto di diverse persone: Pietro Luppi, direttore del centro ricerche dell’associazione Occhio del Riciclone, Alessandro Stillo dell’associazione Vivibalon, Antonio Conti, rappresentante del mercato di Porta Portese e Augusto Lacala, presidente dell’associazione Bidonville.

La rete ONU, Operatori Nazionali dell’Usato, si è riunita per la prima volta con l’intenzione di fare il punto della situazione e di redigere un documento unitario in vista dei decreti applicativi sul riutilizzo, pronti per giugno 2011.

Gli operatori si sono incontrati per rivendicare i propri diritti, un riconoscimento e l’attuazione di politiche di sostegno verso un settore ancora trascurato benché conti un gran numero di attività. A partecipare sono stati i rappresentanti delle diverse branche di questa realtà: hobbisti, ambulanti, artisti creativi, cooperative sociali, associazioni e conto terzi.

Dal primo giorno di discussioni è emerso come l’usato rappresenti una realtà di importanza ambientale e sociale, la cui funzione è creare valore aggiunto per gli oggetti e nuovi rapporti sociali per le persone. In una società che ha applicato il concetto dell’usa e getta anche alle persone e alle relazioni, questo mercato si pone in modo diametralmente opposto e diventa un luogo di ritrovo in cui i valori di un tempo tornano a vivere.

Il mercato dell’usato è un mercato di relazione, portatore della cultura di una città e delle sue tradizioni. Questo concetto si spiega bene nei libri presentati durante il convegno: La conversione ecologica, di Guido Viale, e La seconda vita delle cose, dell’associazione Occhio del Riciclone. In questi libri si spiega l’importanza del riuso come sistema per evitare sprechi dannosi per l’ambiente e si lega il concetto ad una rinnovata importanza delle attività di manutenzione e riparazione.

In questo modo ha preso vita l’idea, proposta dai rappresentanti del network Mercatopoli, di considerare i negozi dell’usato come attività di pubblico interesse, sia per il loro valore sociale che per la possibilità di ridurre notevolmente la quantità di rifiuti che finiscono nelle discariche, creando inquinamento e spese per tutti i cittadini. Nella gerarchia di azioni più sostenibili dal punto di vista ambientale si pone al primo posto proprio il riuso, il sistema in grado di ridurre maggiormente le emissioni di anidride carbonica nell’ambiente.

Grazie al riuso si sposta l’economia dal bene all’uomo, alle sue capacità, alla valorizzazione del lavoro e alle relazioni sociali.

stati generali usato

La rilevanza degli Stati Generali dell’Usato è stata sottolineata dalla presenza di Fabio Guerra, rappresentante del Ministero dell’Ambiente, di Ilda Curti e Alessandro Altamura, assessori del Comune di Torino.

Agli Stati Generali dell’Usato c’è stata una forte partecipazione del conto terzi, con i rappresentanti dei due franchising nazionali che raggruppano la maggior parte delle attività del settore: Alessandro Giuliani per Mercatopoli e Gianni Perbellini per Mercatino s.r.l. Inoltre, Mercatopoli si è presentato con Pietro Amico, consulente legale del network, e Maurizio Villa, urbanista, i quali, insieme ad Alessandro Giuliani, hanno affermato l’importanza di proporre i negozi dell’usato come attività di pubblico interesse, portatori di una forte valenza sociale ed ecologica.

La conferenza si è conclusa con un tavolo rotondo durante il quale sono stati proposti dai rappresentanti di ogni settore le principali richieste da inserire nel documento unitario che sarà pronto nei prossimi giorni e verrà presentato sia in vista dei decreti applicativi sul riutilizzo, sia del piano nazionale di prevenzione, previsto per il 2013.