Vivere senza rifiuti si può? Ecco come ha fatto Erin.
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Vivere senza rifiuti si può? Ecco come ha fatto Erin.
Lunedì 30 Novembre 2015

La Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti si è appena conclusa. Molti di noi si sono chiesti sicuramente come fare a ridurre i propri rifiuti, soprattutto vivendo in una società fatta di imballaggi. Oggi vi racconto una storia.

Erin Rhoads è una designer australiana, di Melbourne. Ha 31 anni e due anni e mezzo fa ha cambiato il suo modo di vivere. Non butta la spazzatura dal giugno del 2013. Dopo aver guardato il documentario “The clean bin project” , su una coppia canadese che per un anno non ha acquistato nulla per non produrre rifiuti, si è resa conto del grandissimo impatto che aveva la sua vita sull’ambiente.

È così iniziata la sua avventura ‘plastic-free’. In 18 mesi ha riempito solo un barattolo di vetro di spazzatura, con rifiuti ‘inevitabili’, quali etichette e ricevute. “In sostanza - dice - ho iniziato a vivere come i miei bisnonni”. Ma come ci riesce? Tutto è nel suo sito web “The Rogue Ginger” e sui suoi profili social. Il suo consiglio principale è: riduci, riutilizza, ricicla. Vi ricorda qualcosa?

I suoi consigli spopolano sul web e sono anche piuttosto semplici e immediati:

Prima di acquistare qualunque cosa pensa se ci sono alternative ecologiche. Quando è possibile non acquistare acqua in bottiglia, acquista oggetti riutilizzabili, acquista cibo sfuso, usando i tuoi contenitori quando vai a fare la spesa. Fai in casa tutto quello che puoi, dal dentifricio ai cosmetici, acquista abbigliamento in fibre naturali e usa cotone bio.

Ovviamente Erin è una convinta sostenitrice del riuso e ogni volta che è possibile vende o dona tutto ciò che non le serve più e acquista quasi esclusivamente oggetti e abbigliamento di seconda mano. In questo modo, sostiene, si allunga il ciclo di vita degli oggetti e si riducono sensibilmente gli sprechi. Erin sostiene che grazie a questo nuovo stile di vita ha risparmiato soldi, è dimagrita e la sua pelle è più bella.

Se ridurre del 10% i rifiuti che produciamo poteva sembrare un risultato notevole, impallidisce di fronte al grande lavoro che Erin sta facendo. Molti pensano che in questo modo si finisca per vivere in maniera misera, che il mondo di oggi non ti permetta in termini pratici, e neppure di tempo, di adottare uno stile di vita così ‘estremo’. Ma non è così. Erin non ha mai rinunciato a nulla, ha solo deciso di desiderare qualcosa che non danneggiasse gli altri e il mondo che la circonda.

E quando ci sono dei bambini? Davvero si può riuscire in una tale impresa? Chissà, l’importante è provare ad apportare qualche piccolo cambiamento, poco alla volta. Consumare meno, consumare meglio, riciclare, smaltire correttamente, compostare, autoprodurre è già un ottimo inizio. E quando si inizierà a vedere la grande differenza, sia in termini di rifiuti, che di salute e di piacere di fare le cose, beh, allora tutto verrà più naturale.

Non voglio certo nascondermi dietro un dito, non è facile fare una scelta così drastica. Ci vuole pazienza, ci vuole dedizione e ci vuole tempo e la maggior parte di noi di tempo non ne ha molto a disposizione. Ma proviamoci.

Possiamo provare a fare un elenco di cose a cui potremmo rinunciare, di cose che potremmo iniziare ad autoprodurre, di comportamenti da adottare per evitare inutili sprechi e poi vedere che succede. Cosa ne dite? Ci proviamo?

Qual è la vostra lista? Condividetela con noi. Iniziamo a raccogliere spunti utili e curiosi da mettere in pratica ogni giorno, raccontate i vostri trucchi, i vostri progetti, le vostre vittorie alla community di Mercatopoli.