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Scoperte in soffitta: riscoprire la nostra storia
Lunedì 27 Luglio 2015
Annalisa Aloisi

C’è una cosa che mi ha sempre affascinato (sarà questo il motivo per cui sono finita a lavorare con Mercatopoli?) ed è curiosare nelle polverose soffitte delle case di una volta, piene di tesori, ricordi, antichi saperi e qualche segreto.

Mia nonna, come tutte le nonne del mondo, soprattutto quelle che hanno attraversato momenti di disagio economico, magari durante la guerra, era una donna che non buttava mai nulla. Ma abitando in una di quelle case vecchie di paese, con quelle che dalle nostre parti si chiamano ‘ère’, soffitte aperte, dove si tenevano la legna, il fieno, il trattore, dove si spaccava la legna, si sistemavano gli strumenti del mestiere, aveva molto posto dove tenere tutto quello che conservava. Aveva anche un seminterrato, umido e diviso in piccole e soffocanti stanze con le volte a botte, ma quello era il regno del nonno e i nipoti non erano ammessi.

Quanti pomeriggi ho passato da piccola in quella soffitta! Pericolosa, piena di polvere, ragni, gatti, gatte e gattini, legno scricchiolante, qualche faina spaventata, ferro arruginito e tagliente, ma piena di cose da scoprire. Ricordo bauli colmi di libri e quaderni di scuola di mio padre, dei miei zii, ma anche della nonna. Certi voti, povero papà!

A dire la verità mia nonna non era entusiasta che noi andassimo a curiosare tra le sue cose (e chi lo sarebbe?), ma noi fingevamo di andare a giocare con la segatura o a fare i nostri giochi segreti e poi, segretamente, disobbedivamo. Era gelosa delle sue cose, tanto da non prestarmi mai neppure uno dei suoi libri. Tutte le cose a cui teneva di più erano riposte nella vetrina, intonse e intoccabili. Sicuramente qualcuno ha avuto una nonna o una zia così.

Quando la nonna è venuta a mancare qualche anno fa è stato mio fratello ad acquistare la sua vecchia casa. È allora che è iniziato quel processo triste, eppure anche nostalgico e dolce, in cui abbiamo fatto ordine tra le sue cose. La casa andava ristrutturata e così molti oggetti sono stati regalati o venduti. È curioso come una famiglia contadina, sostanzialmente povera, riesca a racimolare qualche oggetto estremamente prezioso.

La dote della nonna, i mobili della camera da letto degli anni ’40, la biancheria per la casa, sempre di grande qualità. Mentre altre parti della casa venivano un po’ dimenticate, come le stanze dei figli, dove i mobili erano decisamente meno preziosi, o la cucina, la camera padronale e il salotto venivano curati con grande attenzione.

Ancora oggi, a distanza di qualche anno le scoperte non sono finite. Proprio qualche giorno fa, nel doppiofondo di un vecchio tavolo da lavoro che mio fratello sta ristrutturando, abbiamo trovato l’ennesimo album di vecchissime fotografie, alcune di fine ‘800. Questa volta però tutte della famiglia della nonna prima del matrimonio, lontani parenti, cartoline dal fronte e lettere.

Che emozione! Sono oggetti che ti proiettano in un mondo altro, sconosciuto. Un mondo che cerchi di capire attraverso quei ritratti, emozioni che escono da sotto la polvere e tornano a vivere. Le soffitte delle nonne, ma le vecchie case in genere, nascondono gioielli incredibili, dal valore inaspettato.

Alcune cose le puoi ristrutturare, molte, se non sono cari ricordi da cui non ti puoi separare, le puoi invece far valutare e vendere. Nei negozi Mercatopoli trovi sempre una puntuale assistenza su oggetti usati particolari e antichi. Ci avvaliamo di esperti che possono valutare con attenzione e competenza tutto quello che avete scovato. Perchè se volete vendere oggetti antichi o d'antiquariato vi aspettate di farlo in un emporio dell'usato in cui l'attenzione e la competenza siano una priorità, dove quegli oggetti a voi comunque così cari vengano trattati con cura e rispetto.

Io intanto torno in soffitta, spulcio ancora un po’, scavo ancora tra le mie radici, mi arrampico sul mio albero genealogico. Rido con mio fratello delle pose rigide e serie dei ritratti di 70 anni fa. Penso a mio figlio di 10 anni vestito come vestivano i ragazzini di allora. Quanta importanza davano pochi decenni fa ad una foto di famiglia!

Com’erano diverse le priorità, quanta importanza si dava ad una credenza, ad un piatto in porcellana, al cassettone della camera. Una volta gli oggetti erano davvero preziosi, tutti. L’usa e getta non era contemplabile, tutto avrebbe potuto avere una sua utilità un giorno, non si sa mai.

Ed è la storia di questi oggetti che adesso rivalutiamo e ritroviamo, con un po’ di nostalgia. Quanto sarebbe bello se tutto ciò che troviamo nei mercatini dell’usato avesse con sé anche la sua storia, per quanto semplice, per quanto banale. Se ogni oggetto portasse con se, scritta, la storia della famiglia che l’ha posseduto?

A volte accade nei negozi Mercatopoli. Il servizio da te in porcellana bavaria ritrovato in uno scatolone della zia, ricevuto in regalo dalla famiglia da cui andava ‘a servizio’ in occasione del suo matrimonio. Il piatto decorato a mano acquistato nel viaggio di nozze in Sicilia negli anni ’50. L’armadio degli anni ’40 acquistato dopo anni di risparmi e sacrifici. Queste sono le storie che ci piace raccontare.

Volete ascoltare qualche storia interessante? Avete qualche oggetto particolare e unico che ha qualcosa da dire? Portatelo a Mercatopoli o raccontateci la sua storia nella nostra fanpage di Facebook!