Trasferirsi da un paese a una grande città: 10 differenze e consigli
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Trasferirsi da un paese a una grande città: 10 differenze
Sabato 20 Giugno 2015
Rosalba del Percio

La decisione di trasferirsi da un piccolo paese a una grande città può avvenire per vari motivi ed in vari momenti della vita, ma sicuramente quelli piú comuni sono il lavoro e gli studi universitari, tra i 20 e i 30 anni. Chi non ha un amico che dopo la scuola ha preparato le valigie ed ha fatto un trasloco a Milano?

La decisione di traslocare implica un grande cambiamento a cui non tutti sono preparati e spesso dopo qualche mese ci si ritrova ad affrontare la nostalgia e le difficoltà di adattamento. Per questo è una scelta che bisogna valutare bene, considerndo pro e contro e chiedendo consigli proprio a chi ha già fatto questo passo.

Ecco le principali differenze a cui si va incontro e qualche consiglio!

La città:

1) Anzitutto il sovraffollamento della città, che costringe gli individui a districarsi e combattere tra loro per aggiudicarsi un posto di lavoro: ciò fa emergere di più l’anima da venditore e sorge l’obbligo di essere più “svegli”.

2) Un altro elemento da prendere in considerazione quando ci si trasferisce in una grande città è il problema del traffico, che determina difficoltà di spostamento, inquinamento, impossibilità di parcheggiare: diventa fondamentale abituarsi ad utilizzare mezzi pubblici e perdere molto più tempo per raggiungere un luogo.

3) Come conseguenza delle grandi distanze, ma non solo, un altro problema è la perdita di umanità: si ha meno tempo per i rapporti umani e per se stessi, si vive lontani dai propri amici ed in mezzi a molti estranei.

4) Ma, trasferirsi da un paesino a una grande città ha anche i suoi aspetti positivi, nelle opportunità che offre: la presenza di numerosi servizi, che sono sempre a portata di mano; la maggiore offerta di posti di lavoro, che richiamano persone da ogni dove; la possibilità di “farsi i fatti propri”, inserendosi in un contesto ampio, dove in genere le persone non si conoscono; l’opportunità di coltivare le proprie passioni ed i proprio hobby per la presenza di numerose associazioni culturali, ecc.

5) E la grande città a volte si trasforma e si rimpicciolisce: nei giorni festivi e quando la città si spopola dei residenti e dei non residenti si torna a vivere una tranquillità che ricorda il piccolo paese.

6) Infine non va sottovalutato, soprattutto da chi ama viaggiare, il fascino esercitato dai grandi palazzi e dai monumenti storici tipici dei centri cittadini.

Il paese:

7) D’altra parte, il paese rispetto alla città offre poche opportunità lavorative e scarse possibilità di svago.

8) Non sempre si hanno servizi a disposizione facilmente raggiungibili.

9) Ed è facile che le persone si intromettano negli affari degli altri. Tre situazioni molto comuni, nelle quali ci si sente bloccati ed oppressi e da cui si vuole “evadere”.

10) Ciò che rischia di perdere chi “evade” è quel senso di familiarità molto più forte, con una solidarietà ed un’amicizia che sono considerate come cardini della società, ed un’allegria che rende il paesaggio, benchè privo di monumenti, palazzi, trade illuminate, comunque piacevole da ammirare perchè naturale ed incontaminato.

Ma esaminate le differenze e presi i consigli migliori sia nell’uno che nell’altro caso, saremo solo noi a sentire cosa dobbiamo scegliere, se traslocare dal paese alla città o rimanere dove si è nati e cresciuti.

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