#gentedimercatopoli:intervista a Carlotta Pircher
Continuiamo le nostre interviste ai protagonisti di “Gente di Mercatopoli”, per conoscere gli attori, i collaboratori e tutti coloro che in qualche modo hanno contribuito a creare la nostra sitcom. Oggi intervistiamo Carlotta Pircher, la nostra Giusy.
Carlotta Pircher è un'attrice e performer la cui arte spazia tra fotografia, teatro e cinema e ora anche il web, nelle sue esperienze lavorative vive profondamente i ruoli che interpreta e si trasforma continuamente cercando di conoscere in modo sempre più profondo la realtà umana e le sue contraddizioni.
Carlotta, com’e stata l’esperienza con “Gente di Mercatopoli” e come ti è sembrato il mondo Mercatopoli?
E’ stata un’esperienza interessante. Trovo che sia un’operazione intelligente rimettere in circolazione oggetti inutilizzati perché si tratta di cose che hanno una loro storia. Perché quindi far finire la loro storia così? Inoltre viviamo in un periodo in cui con la crisi …ben venga il riutilizzo.
Cos’hai pensato quando ti è stata proposta la parte di Giusy e come ti sei immaginata il ruolo di una giovane titolare di un negozio dell’usato?
Ho aspettato di venire qui, perché solo nel luogo riesci a carpire tutte le sfumature che può avere questo negozio. Mi sembra che si tratti di un posto dove si lavora in tranquillità, in allegria e si possano ricevere dei feedback molto interessanti dalle persone che entrano, si possono vivere anche le storie di altri, in un certo senso.
Tu conoscevi già il mondo di Mercatopoli e il mondo dell’usato. Comprato o anche venduto?
Venduto non ancora perché sono una persona che accumula, ma ad un certo punto tutto questo accumulo dovrà avere una fine altrimenti vinceranno le cose sulla persona.
Qual è stata la cosa più complessa da mettere in scena interpretando Giusy?
Complesso nulla, perché facendo l’attrice ho questa predisposizione all’apertura verso nuovi personaggi che possono abitarmi. Però, come dicevo, ho dovuto aspettare di entrare qui prima di pensare a qualcosa. C’è stato un momento di prova fuori dal negozio, in un altro ambiente, ed era tutto molto più freddo, meno colorato. Entrando qui c’è stata la trasformazione del personaggio, ciò che era sottotono è cresciuto e ha creato Giusy.

In un momento come questo quanto credi sia importante credere in quello che si fa? Giusy è una ragazza con un sogno, che però non si sta realizzando. Vorrebbe fare l’attrice, si prodiga per gare di casting, ma alla fine le piace il lavoro che fa a Mercatopoli. Come credi che la recitazione possa aiutare in un negozio dell’usato? L’esperienza può aiutare ad entrare in rapporto con il pubblico ed entrare nella comunicazione?
Secondo me è fondamentale che un attore lavori in un negozio. E non recitando con il pubblico, questo non deve mai avvenire, perché la spontaneità e la verità dei rapporti è alla base di una costruzione reale del personaggio. Giusy ha bisogno di nutrirsi dei suoi clienti per poter fare l’attrice. Perché se tu non vivi esperienze altre, perché la tua vita non ti può dare tutte queste esperienze, le devi attraversare con le storie degli altri. Un’esperienza a Mercatopoli può aiutare un attore ad arricchire la sua umanità, perché lo mette a contatto diretto con persone che, a differenza di un altro negozio, arrivano qui per vendere un loro oggetto e ti raccontano la sua storia, aprendo un mondo totalmente altro.
Come ha spiegato così bene Carlotta, da Mercatopoli entrano e si raccontano le vite e le passioni di molti, chi ci lavora ogni giorno le conosce e ne viene permeato. Questa è l’intensità che Carlotta ha saputo cogliere e che ha voluto trasmettere nel personaggio di Giusy. E con grandi risultati.
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