#gentedimercatopoli: intervista al regista Adam Selo
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#gentedimercatopoli: intervista ad Adam Selo
Giovedì 27 Novembre 2014
Annalisa Aloisi

“Gente di Mercatopoli” è la sitcom dell’usato in cui vi raccontiamo, attraverso situazioni surreali, ma quanto mai simili al vero, la vita quotidiana di un punto vendita Mercatopoli e il funzionamento del nostro sistema.

Vi abbiamo già parlato di questo nostro progetto ma ora vogliamo entrare nel dettaglio e chiacchierare con chi questo progetto, non solo lo ha vissuto direttamente, ma ha contribuito a idearlo e dargli vita, Adam Selo, autore e regista.

Laureato nel 2006 in Discipline dell’Arte, della Musica e dello Spettacolo ad indirizzo Cinema, all’Università di Bologna, dal 2004 è responsabile della casa di produzione indipendente EleNfant Film, con la quale produce e dirige opere cinematografiche, spot e videoclip. Un uomo eclettico, regista, aiuto regia, produttore e distributore ai festival nazionali e internazioanli per EleNfant Film. (fonte qui).

Adam, com’è nata l’idea di “Gente di Mercatopoli”?

L’idea è nata dalla voglia di fare qualcosa di divertente, leggero e umoristico. Ho ripensato a quando ho lavorato io in un posto dove entrano tante persone diverse e succedono sempre cose pazzesche. Ricordo quando ho lavorato alla Snai, un’esperienza da cui poi ho tratto un film, un cortometraggio, sugli scommettitori. Mi sono messo nei panni di chi gestisce un’attività del genere e ho pensato a quante cose vede succedere e quanti personaggi si possono creare. Ho pensato “Ma siamo sicuri che anche i gestori non siano dei personaggi proprio come i clienti?”

Giusy e Andrea: chi è nato prima? Come te li sei immaginati inizialmente?

È nato prima Andrea, poi mi è stato chiesto di pensare a più gestori, non uno solo, e automaticamente ho pensato ad un personaggio femminile.

Andrea è nato come un personaggio che doveva tirar fuori sempre qualcosa, come se avesse qualcosa di represso che non riesce a dire, così appena ne ha la possibilità dice sempre come la pensa. Gli ho dato un po’ questa ambizione politica.

I personaggi sono nati intorno agli attori o gli attori si sono poi costruiti sui personaggi?

Assolutamente i personaggi nati su attori a cui ho pensato prima. Ho portato quegli attori a lavorare su se stessi, non su un personaggio creato ad hoc.

Conoscevi già Mercatopoli prima?

Conoscevo Mercatopoli, come anche altri network dell’usato, non li frequentavo molto, ma mi piace l’usato come idea. L’idea di risparmiare.

In cosa, per come hai conosciuto Mercatopoli, può fare la differenza?

Per me scambiare l’usato è l’idea di non terminare le cose quando non si usano più, non buttarle, ma se qualcuno ha interesse ad utilizzarle ancora continuare ad usarle. Nuovo e vecchio è soltanto una convenzione sociale, non è qualcosa che ha senso. Qualcosa che è vecchio non è più o meno bello, è ciò che ne fai, l’utilità delle cose, che fa la differenza. Anche il mio portafoglio…quando l’ho acquistato era usato ma era in buono stato e mi piaceva.

Hai avuto qualche difficoltà nel creare la sitcom?

Nessun tipo di difficoltà. Ogni mia considerazione è stata assecondata al massimo e non ho avuto nessun problema. Ho avuto qualche problema in fase di preparazione con qualche attore, con cui non ho potuto provare, ma che poi sul set si sono rivelati assolutamente molto bravi.

Andiamo avanti con le sitcom?

Magari! È una promessa che ho fatto anche agli attori, ho detto loro di divertirsi e che, se avessimo lavorato bene, avremmo avuto la possibilità di proseguire con questa esperienza e costruirla insieme,. Proseguire significherebbe che il progetto si sta ingrandendo e che queste prime 5 puntate sono andate molto bene, con un successo di pubblico importante.

Tv, youtube, cinema: quali sono le differenze? Cosa preferisci e quali difficoltà incontri, soprattutto con youtube visto che la richiesta è sempre più orientata verso questo canale?

Tra i tre canali preferisco il cinema, perché nasco come studioso del cinema, ho studiato storia del cinema, critica del cinema. Mi ci trovo più a mio agio. Le regie che ho fatto sono state soprattutto cortometraggi e documentari. Dove c’è della fiction mi muovo abbastanza bene. Il linguaggio cinematografico mi piace e se avessi la possibilità utilizzerei tutto quello che c’è a disposizione per fare dei movimenti di macchina, carrelli e gru, ma sappiamo che costano molto. Poi ovviamente adatto il mio linguaggio personale ad altri canali di distribuzione. Adatto idee cinematografiche alla distribuzione sul web. Molte serie oggi funzionano perché citano opere cinematografiche su youtube e spopolano proprio perché hanno portato nel web un linguaggio non televisivo. Il linguaggio televisivo è totalmente diverso, sia tecnicamente che nei contenuti, ma non ne ho molta esperienza.

Regia o aiuto regia, cosa preferisci?

Regia mille volte! L’aiuto regia è un ruolo pesante per te e per gli altri. È stancante. Ma è molto importante perché ti fa capire veramente tutte le varie parti della troupe, ogni fase della lavorazione e ogni reparto in scena. È stato sempre fondamentale nella mia crescita.

Le ultime due battute, le hai pensate, viste, studiate. Scrivendole qualera la tua preferita?

Bob il cinefilo, perché era la prima, scritta di getto e conoscevo Bob e sapevo cosa mi poteva dare.

In fase di ripresa quale ti sembra venuta meglio? Quale ti ha dato più soddisfazione?

#NonniNo è molto bella e promette bene, ma è la prima e non sapevamo bene come sarebbe andata. Con Johnny abbiamo avuto un po’ di difficoltà, perché non avevamo provato. La giornata più bella è stata la seconda, la puntata con Cico, la puntata più leggera, più colorata, più semplice tecnicamente, con un bel movimento. Ma in genere sono molto soddisfatto di tutto il lavoro.

E lo siamo anche noi di Mercatopoli. È stata un’esperienza molto bella, divertente anche se molto impegnativa. Speriamo che abbia raggiunto i risultati che ci siamo prefissati e vi abbia fatto divertire.

Seguite il progetto sul nostro canale Youtube e restate in contatto, sta per arrivare la terza puntata di #gentedimercatopoli!