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Evviva i mercatini dell'usato!
Mercoledì 28 Maggio 2008
Alessandro Giuliani

boy georgeRecentemente giornali, network e altri canali d’informazione legati al gossip hanno dato ampio risalto al controverso “caso Boy George”. Tutto è partito da un articolo del The Sun, un tabloid britannico tra i più letti fra quelli in lingua inglese e famoso per i toni sensazionalistici e per le "paparazzate".

Nello specifico, sembra che la famosa popstar degli anni ottanta sia stata avvistata a vendere magliette usate in una bancarella dello Spitafields Market nello East End di Londra, quartiere conosciuto per essere stato teatro sul finire dell'Ottocento dei crimini di Jack lo Squartatore.

Ma torniamo a Boy George. Dipinto come pelato e grasso, all’ex cantante dei Culture Club, oggi 46 enne, non sono stati risparmiati commenti e giudizi impietosi: stanco, annoiato, sull’orlo del baratro finanziario, il The Sun lo descrive come “una leggenda del pop ridotta a vendere magliette usate a 10 sterline”.

In realtà George Alan O'Dowd, alias Boy George, fa parlare di sé da diversi anni e non certo per i suoi successi artistici, quanto per le sue disavventure giudiziarie e per i suoi problemi di droga. In questo ultimo caso, ciò che ha creato tanto scalpore è stato il fatto che l’ex cantante dei Culture Club vendesse magliette usate in un luogo come quello dello Spitafields market, adibito all’antiquariato e alla vendita di oggetti usati.


magliette usate

In realtà non c’è assolutamente niente di male nel vendere e nell’acquistare vestiti o altre cose usate, anzi! Il consumismo esasperato ha un prezzo elevato non solo in termini di denaro: oltre a farci vivere male, in perpetua insoddisfazione, si ripercuote sull’ambiente circostante. Il fatto che ogni oggetto nuovo che si acquista è dato da un processo industriale, spesso inquinante, può darci veramente l’idea di come i mercatini dell’usato possano oggi rappresentare una valida alternativa di commercio eco-sostenibile e una risposta intelligente ai problemi della vita di oggi: il problema del carovita da una parte, quello dei rifiuti dall’altra.

Per questo i mercatini dell’usato Mercatopoli sono una realtà in forte crescita in Italia e sempre più persone li scelgono per portare a vendere o per acquistare oggetti usati di secondamano. I motivi per portare a vendere le cose che non si usano più a Mercatopoli possono essere diversi: si può fare spazio in casa, soprattutto se quello che si vende sono dei mobili, si possono ricavare dei soldi e, soprattutto, si può contribuire ad una causa importante che è la lotta all’inquinamento causato dai rifiuti.

Naturalmente, anche chi fa i suoi acquisti a Mercatopoli contribuisce alla salvaguardia dell’ambiente perché dà continuità alla vita di oggetti ancora in ottimo stato. Ma Mercatopoli vuole fare di più e andare oltre quello che normalmente ci si può aspettare da un normale mercatino dell’usato. Mercatopoli punta infatti molto anche sulla qualità, il che significa non solo che gli oggetti usati vengono selezionati con attenzione uno ad uno ma che anche la scelta dei locali, la disposizione e gli allestimenti sono curati fin nei minimi dettagli.

Per questo sempre più persone, prima scettiche nei confronti dei mercatini, si sono convinte a praticare la strada del ri-uso con Mercatopoli.