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INCI dei cosmetici, l'importanza di saperlo leggere
Sabato 15 Marzo 2014
Rosaria Martellotta

Da quando sono diventata mamma moltissime cose della mia vita sono cambiate, a cominciare dalla scelta, più consapevole, di tutti i prodotti che acquisto.

Essere genitore, per me, significa anche sforzarsi per dare un, se pur piccolo, contributo al benessere di Madre Terra, dato che, su questa Terra, i nostri figli ci vivranno.

Essere genitore significa anche fare acquisti ETICI e CONSAPEVOLI.

Generalmente, quando si decide di intraprendere la strada degli acquisti consapevoli, la prima cosa alla quale si presta attenzione è il cibo.

In realtà, la stessa attenzione, la meritano anche i cosmetici.

Se leggiamo con attenzione gli INCI, ossia l'indice degli ingredienti, dei cosmetici e dei paidocosmetici, ci rendiamo conto che contengono sostanze inadeguate alla nostra pelle, e, sopratutto alla pelle dei bambini.

I cosmetici convenzionali, infatti, venduti al supermercato, così come in farmacia, contengono una serie di ingredienti "non buoni". L'INCI elenca gli ingredienti in maniera decrescente, per cui, gli ingredienti posti in alto sono quelli presenti in maggior quantità, mentre, quelli posti in basso, sono quelli presenti in minor quantità. Le sostanze presenti in quantità inferiore all'1% possono essere menzionati in ordine sparso, successivamente alle altre sostanze.

Tra gli ingredienti più comunemente utilizzati nei cosmetici troviamo paraffinum liquidum ( derivante dal petrolio- emolliente), glicerina (derivante dal petrolio-umettante), dimethicone (silicone-emolliente), parabeni (butylparaben, propylparaben ecc), PEG, mineral oil e petrolatum (derivanti dal petrolio-filmogeni antidisidratanti), sodium laureth sulfate (SLES) e sodium lauryl sulfate -SLS- (tensioattivi- sgrassanti), Imidazolidinilurea (conservante), MEA DEA e TEA (schiumogeni), coloranti, profumi.

La paraffina liquida, così come petrolati, glicerina e mineral oil, derivano dalla lavorazione del petrolio. Si tratta di sostanze utilizzate nelle creme e negli olii per il corpo come filmogeni ed antidisidratanti. In realtà, queste sostanze, non apportano alcuna idratazione alla pelle, ma ne occludono i pori. Per questo motivo, può accadere che, nonostante si utilizzino creme "idratanti", spesso, ci si ritrovi con la pelle secca e disidratata. Ricordiamo, inoltre, che la Direttiva sostanze pericolose della CEE n.67/548/CEE impone una catalogazione tra i derivati del petrolio, tra i cancerogeni e i non. La paraffina, ad esempio, è classificata come cancerogena cat.2, a meno che non si garantisca che, l'olio di base dalla cui raffinazione e lavorazione è derivata non lo sia, perchè non contiene alcuna impurità. I fornitori di paraffina e vaselina per uso cosmetico devono dare garanzia di non fornire vaselina di categoria 2 cancerogena per le impurità contenute.

I siliconi, presenti nelle creme, così come nello shampoo, vengono scelti per le formulazioni cosmetiche perché abbattono la schiuma, sono idrorepellenti, non lasciano la pelle unta, ma setosa. Così come i petrolati, pur lasciando la "sensazione" di pelle setosa, in realtà non apportano alcun reale nutrimento alla pelle, ma, appunto, danno solo "una sensazione".

I parabeni, utilizzati come conservanti nell'industria cosmetica, possono provocare reazioni allergiche. I parabeni sono una sostanza molto controversa. Nel 2012, infatti, sul quotidiano inglese The Guardian, fu pubblicato uno studio, condotto dall'Agenzia Europea dell'Ambiente, secondo il quale i parabeni interferirebbero con le funzioni endocrine, per cui sarebbero da evitare in particolar modo nei bambini!

Il Sodyum Laureth sulfate (SLES) ed il Sodium lauryl sulfate (SLS) sono dei tensioattivi, ossia sostanze emulsionanti e schiumogene, aggressive sulla pelle, e che, possono risultare irritanti . Riguardo a queste due sostanze si è scritto molto, infatti on line è possibile trovare una serie di informazioni contrastanti le une con le altre. Si sono diffuse anche notizie relative al fatto che possa trattarsi di sostanze cancerogene. Sembrerebbe che lo SLES , unendosi ad altre sostanze presenti nella formulazione cosmetica, produca nitrosammine, sostanze cancerogene. Non vi sono certezze in merito. Bisogna dunque valutare caso per caso, ossia analizzare l'INCI nella sua globalità e valutare anche per quanto tempo queste sostanze restano a contatto con la pelle.

MEA DEA e TEA, servono per produrre schiuma e sono sensibilizzanti, irritanti ed eccessivamente sgrassanti nei confronti della pelle.

I coloranti, riconoscibili nell'INCI dalla sigla CI seguita da un numero, servono solo per conferire colore al prodotto nel quale vengono aggiunti e, data la poca resa dei colori di origine naturale, sono di origine sintetica.

I profumi, presenti nella gran parte dei prodotti destinati sia agli adulti che ai bambini (bagnoschiuma, latti detergenti, deodoranti, ecc), possono essere fortemente allergizzanti. La gran parte dei profumi sono di origine sintetica, ma, anche i profumi di origine naturale, possono non essere ben tollerati dalla pelle!

Ricordiamo, a questo proposito, che "naturale" non significa necessariamente innocuo ed adatto a tutti. I profumi, anche se di origine botanica, infatti, possono provocare allergie.

Ricordiamo, inoltre, che, molte delle sostanze sopra menzionate, oltre a non avere alcun effetto positivo sulla pelle, ad essere potenzialmente allergizzanti/irritanti, non sono affatto ecocompatibili!

Per essere certi di non incorrere in prodotti contenenti le sostanze sopra elencate, si devono scegliere cosmetici eco- bio, dotati di certificazione. Esistono vari enti che rilasciano le certificazioni, come ad esempio ICEA- istituto di certificazione etica ed ambientale- e SUOLO E SALUTE, organismo di controllo per l'agroalimentare e l'ambiente.

Il fatto che un cosmetico sia dotato di certificazione garantisce che NON siano presenti sostanze dannose per l'uomo, per l'ambiente e per gli animali, è sinonimo di severi controlli sulle materie prime ed anche durante l'intero ciclo produttivo, garantisce prodotti dermocompatibili e prevede l'utilizzo di un packaging ridotto e, possibilmente, realizzato con materiali riciclati.

Quando si sarà acquisita un po' di dimestichezza con la lettura degli INCI, si potranno reperire ottimi prodotti anche al supermercato. Un valido aiuto per la lettura degli INCI è rappresentata dal sito biodizionario.it. Sul biodizionario, infatti, potrete cercare tutti gli ingredienti contenuti nei vostri prodotti e capire se si tratta di ingredienti "buoni" o "non buoni".

Ci tengo a precisare che, lo scopo di questo articolo, non è creare allarmismo.

Il mio desiderio è cercare di dare un piccolo contributo per effettuare scelte più etiche, consapevoli e giuste per la propria salute e per quella dell'ambiente.

Nella stesura del mio articolo, mi sono ispirata alle fonti tra le più auterevoli della cosmesi eco-bio, come il sito http://www.skineco.org, il sito dell'associazione internazionale di ecodermatologia, presieduta dalla Dott.ssa Riccarda Serri, medico chirurgo specializzato in dermatologiae venerologia.

Mi chiamo Rosaria Martellotta, dopo la nascita di mio figlio, la mia vita è cambiata totalmente, io sono molto cambiata.Ho iniziato a prestare maggiore attenzione al rispetto per Madre Terra, sono diventata vegetariana, ho iniziato ad autoprodurre molto di più rispetto a prima, a coltivare l'orto, a scegliere solo prodotti amici dell'ambiente, per quello che è possibile, ho rivalutato tutta la mia vita e di conseguenza il mio lavoro. Ho un blog: Greeen mom, nel quale parlo di un'altra mia grande passione, l'ecosostenibilità, l'ecologia, il vivere "sostenibile", il mio essere mamma.