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Farina... farine...ma che differenza c'è?

Sabato 18 Gennaio 2014
Stefania D'Elia

Sono una panificatrice di nuova generazione. O meglio: fino a qualche anno fa, l’idea che fosse possibile farsi in casa la pizza era una cosa assolutamente fuori dalla mia comprensione.

I miei “step farinacei” partono dagli arbori:

Ed è così che ho scoperto che la pizza (e di conseguenza le focacce, il pane, e via dicendo) si possono produrre in casa propria.

All’inzio conoscevo la farina 00, poi al supermercato ho visto la farina 0... poi ho notato quella di kamut, di farro, integrale di semola... insomma mi si è aperto un mondo di farine.

Ho provato tutte le quelle che mi sono capitate tra le mani: mi piace davvero tanto la farina di semola (gli impasti sono morbidi morbidi!), mi intriga la farina di farro (ha un sapore così particolare) e preferisco la 0 rispetto alla 00, ma la mia conoscenza delle farine si ferma qui: quali sono le differenze tra le farine? Perché una è preferibile ad un’altra per un determinato impasto? Quale è più leggera quale invece è più difficilmente digeribile? La farina di kamut va davvero bene per i celiaci oppure no?

Così è nata l’idea di dedicare una serie di articoli alla “farina” in cui spiegheremo i trucchi della panificazione, daremo consigli e suggerimenti. E soprattutto proveremo a spiegarvi le differenza tra i vari tipi di farina.




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